Gorizia approva il Biciplan: raddoppiano le Zone 30, arrivano le "porte urbane" e la ciclabile senza confini
L'assemblea cittadina al voto sul piano della mobilità sostenibile: gli interventi nei quartieri, la sicurezza a Sant'Andrea e la sinergia con Nova Gorica via GectGo. Ecco la mappa delle vie coinvolte

Un piano coordinato per moderare la velocità delle auto in città. Attraverso più soluzioni: dai dossi alle zone 30 (che raddoppieranno) alle cosiddette “porte urbane”.
Se ne parlerà diffusamente questa sera in Consiglio: alle 17.30, infatti, torna a riunirsi l’assemblea cittadina e, fra i punti all’ordine del giorno, c’è il Biciplan. Un momento che definire «attesissimo» è un eufemismo.
La tutela dei ciclisti
La novità più curiosa sono le porte urbane. Di cosa si tratta? Sono dispositivi di moderazione della velocità che servono a “preparare” i guidatori all’ingresso in città.
Possono essere realizzate con diverse modalità, in relazione alle caratteristiche del tratto viario su cui si interviene: dalle soluzioni più leggere realizzate mediante sola segnaletica orizzontale e verticale a soluzioni più “incisive” ottenute con la posa di elementi fisici come aiuole spartitraffico o la modifica orizzontale del profilo viario.
L’altra soluzione
In arrivo anche parecchie zone 30. Si può dire che l’obiettivo è, quantomeno, di raddoppiarle. Il piano interviene prevalentemente su una città e su una rete viaria già costruita, in cui spesso le strade non hanno la larghezza sufficiente al reperimento di spazi da riservare ad uso esclusivo della bicicletta.
«Le Zone 30 svolgono un ruolo essenziale al completamento della rete degli itinerari ciclabili. Il Biciplan non definisce come andranno realizzate le zone 30, le quali saranno oggetto di successiva progettazione specifica», si legge nella delibera che sta per approdare in Consiglio.
In ogni caso, l’intenzione è quella di non intervenire sugli assi di scorrimento e sulle arterie in entrata alla città. Nella pianificazione c’è una prima ipotesi di zone 30, riassunta nel grafico in alto a destra. «Il Biciplan è un documento di pianificazione che definisce il quadro generale per comporre la rete della mobilità sostenibile, non un progetto esecutivo», precisa l’assessore comunale alla Mobilità, Francesco Del Sordi, «ma va detto che le zone 30 ricalcheranno le zone residenziali perché c’è la necessità di rallentare il traffico in determinate situazioni. Confermo di poter escludere che possano essere coinvolti gli assi di scorrimento principali».
Fra le potenziali aree a traffico rallentato compaiono via Gallina, via Zorutti, via Manzoni e quartieri (con strade da definire) quali Piazzutta, Piedimonte, Campagnuzza, Lucinico (suddivisa in tre aree), via della Cappella.
La presenza del confine
Ma il Biciplan è importante anche perché l’obiettivo è di andare a creare omogeneità fra le reti ciclabili di Gorizia e di Nova Gorica e Sempeter Vrtojba. Insomma: mai più tratti che si estendono in Slovenia e “muoiono” in Italia, e viceversa. Ma non mancano gli ostacoli come viene chiaramente descritto nella relazione tecnica del Biciplan che vede nelle vesti di progettista, Daniele Orzan.
A livello transfrontaliero, le due Gorizie «hanno consolidato negli anni», si legge nella documentazione, «uno sviluppo pressoché autonomo, sviluppando localmente le naturali polarità e regolando la distribuzione del tessuto urbano di conseguenza. Con la caduta del confine di Stato e il progressivo rinsaldarsi del tessuto urbano, la linea ferroviaria slovena (Transalpina e Nova Gorica-Sežana), rimane un elemento di separazione significativo». E il piano, non dobbiamo scordarlo, ha competenza pianificatoria limitata al territorio del Comune di Gorizia.
«Per le finalità del piano e per le caratteristiche peculiari del territorio goriziano, risulta tuttavia imprescindibile», spiegano ancora i tecnici, «un ragionamento più ampio sulla costruzione di una rete ciclabile transfrontaliera. A questo livello interviene il Gruppo europeo di cooperazione territoriale GectGo, quale ente transfrontaliero con possibilità di pianificare. Con il Biciplan, tuttavia, è stato possibile individuare i punti di connessione della rete comunale con gli itinerari esistenti e di previsione dei Comuni transfrontalieri confinanti».
Il nodo di Sant’Andrea
Poi, fra i tanti punti neri della mobilità ciclabile (in questo caso anche pedonale) c’è la grande rotatoria nei pressi di Sant’Andrea. Lì, è davvero problematico, per non dire altamente rischioso, camminare e pedalare.
E, allora, torna in auge il progetto dell’amministrazione comunale di andare a realizzare un attraversamento sicuro per chi si muove in sella alla bicicletta, consentendogli di accedere a un sottopassaggio esistente sotto l’autostrada A34. Gli uffici municipali stanno già programmando la realizzazione di questo attraversamento ciclabile nell’ambito della riqualificazione del rione di Sant’Anna, frutto di un concorso di idee internazionale. Un’opera che servirà anche in occasione dei maxi-concerti all’aeroporto Duca d’Aosta.
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