Gorizia, arriva un tavolo da ping pong per raccontare la sicurezza

L’iniziativa rientra in “We love Safety Fvg” che ha coinvolto 1417 studenti ed è rivolta quindi alle scuole con l’obiettivo di sensibilizzare in materia di sicurezza sul lavoro: la chiamata ha registrato un’ampia partecipazione.

Licia Dodero
L’inaugurazione alla Stella Matutina (Foto Tibaldi)
L’inaugurazione alla Stella Matutina (Foto Tibaldi)

Il messaggio è forte e chiaro: attraverso lo sport e davanti a un tavolo da ping pong la sicurezza si racconta in un modo nuovo, dinamico e coinvolgente, capace di parlare direttamente ai giovani. E proprio giovedì 29 ottobre, nell’area verde della palestra Stella Matutina, l’inaugurazione del nuovo tavolo da ping pong decorato, ha segnato un traguardo simbolico e concreto, sviluppando un tema spesso percepito come astratto o formale in un’esperienza partecipata e tangibile.

Gli interventi e gli obiettivi

«Lo sport è scuola di vita», affermano Giulio Daidone assessore comunale allo sport, Tiziano Palumbo, presidente Dinamo Gorizia, e Admir Musliju, vicepresidente della Cassa edile locale. L’iniziativa rientra nella quinta edizione di “We love Safety Fvg”, un progetto finanziato dalla Regione e dalle quattro Casse edili del territorio. Rivolta quindi alle scuole con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani in materia di sicurezza sul lavoro, la chiamata ha registrato un’ampia partecipazione.

I numeri parlano chiaro: 1417 studenti coinvolti, 75 classi e 25 istituti partecipanti. Ma, al di là dei dati, emerge soprattutto il valore dell’esperienza vissuta dagli studenti. Come rileva Marco Svara, docente della scuola edile di Trieste “Edilmaster” e referente “We love Safety”, insieme ai docenti Rosanna Nardon, Roberta Calvo e Ivan Crico del liceo artistico “Max Fabiani”: «L’educazione civica noi la svolgiamo sul campo», ribadiscono. «Innovare settori chiave come la sicurezza in progetti grafici ed esperienziali permette di lasciare un segno profondo nei ragazzi».

A raccontare la genesi dell’opera è Emma Davia, studentessa della scuola Edilmaster: «Abbiamo curato ogni dettaglio, confrontandoci con le misure di sicurezza, dalla segnaletica ai dispositivi di protezione individuale», spiega. «Il nostro impegno, personale e collettivo, è stato fondamentale per dare valore alla prevenzione e alla cultura della salute e della sicurezza». Ed è qui che entra in gioco il tennistavolo.

La grafica, ideata da Fulvio Fontana, ex studente del Max Fabiani, colpisce per la sua forza visiva: «Mani che sfumano dal bianco al grigio, fino ad accendersi di rosso vivo e fiammeggiante», spiegano gli studenti Erika Gravante, Ester Weeks e Nicolò Pacor. Un’opera, dunque, che parla di individualità e inclusione, ricordando che proprio come nello sport, «ogni persona ha un’identità unica da valorizzare e proteggere».

La rete del tavolo porta la firma di Paola Villamarino, architetto e docente dell’istituto Matiussi Pertini, che ha raffigurato il sole che, con i suoi raggi, conduce i ragazzi verso una “casa a forma di cuore”, simbolo di consapevolezza e protezione.

 

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