Gorizia, Poche visite a casa, pronto soccorso in tilt

Nel primo semestre del 2011 gli accessi all’astanteria sono stati quasi 12mila di cui il 21% di codici bianchi
Bumbaca Gorizia Sala Operatoria
Bumbaca Gorizia Sala Operatoria

Più visite a domicilio da parte dei medici di base per disintasare il Pronto soccorso. Sembra essere l’uovo di colombo (e forse lo è): a formulare l’invito è il Tribunale del malato guidato dal dinamico Sergio Trani. Annuncia che è stata fatta anche una segnalazione all’Ordine dei medici riguardo a questo problema. Troppe volte, infatti, l’astanteria si riempie magari soltanto per interventi minimali, di poco conto, non sicuramente urgenti. «Sarebbero auspicabili - sottolinea Trani - più visite a casa da parte dei medici di medicina generale».

Una premessa è doverosa. Per l’accesso al Pronto soccorso si utilizza il metodo del triage: in pratica si utilizza un codice colore per rendere universalmente identificabile l’urgenza del trattamento per ogni singolo soggetto. Questo codice colore si compone, in ordine di gravità, di quattro classi: bianco, verde, giallo e rosso. Il bianco indica nessuna urgenza, il verde è un’urgenza minore (il paziente riporta delle lesioni che non interessano le funzioni vitali ma vanno curate), il giallo contrassegna un’urgenza (il paziente presenta una compromissione parziale delle funzioni dell’apparato circolatorio o respiratorio, non c’è un immediato pericolo di vita), il rosso è emergenza e indica un soggetto con almeno una delle funzioni vitali (coscienza, respirazione, battito cardiaco, stato di shock) compromessa ed è in immediato pericolo di vita.

Effettivamente, i codici bianchi (quelli che contrassegnano i casi meno gravi) continuano ad essere tanti, troppi. Seppure in lieve calo, costituiscono oltre il 20% del totale. Gli ultimi dati, messi gentilmente a disposizione dall’Azienda sanitaria isontina, parlano chiaro: nel primo semestre 2011 gli accessi al Pronto soccorso di Gorizia furono complessivamente 11.838: di questi più della metà (il 59%) sono costituiti dai codici verdi (6.985) complessivamente. A seguire ci sono proprio i codici bianchi che, nei primi sei mesi dell’anno passato, furono 2.529 pari al 21,4%. Vengono poi i codici gialli (1.994-16,8%) e quelli rossi (330-2,8%). Dodici mesi prima cosa successe? Furono 11.783 le persone che si rivolsero al Pronto soccorso. Nei primi sei mesi del 2010 i codici verdi furono 6.724 (pari al 57,1%). Addirittura superiori furono i codici bianchi che incisero per il 23,8% (il numero assoluto degli accessi fu 2.810) mentre il codice giallo fu assegnato a 1.892 persone (il 16,1%) e quello rosso a 357 (3 per cento). Il linea generale, da febbraio ad aprile, sono state dodici le segnalazioni presentate al Tribunale del malato dai cittadini quando, generalmente, se ne attestano attorno alle 20/22 in un anno. Ciò a riprova della fiducia crescente che incontra il Tdm fra i cittadini-pazienti. Il Tribunale del malato, lo ricordiamo, è un’associazione di volontariato e «accoglie - spiega Trani - chi vuole entrare nelle sue fila, poiché come già più volte detto c’è la mancanza di un ricambio generazionale. Il Tdm, la cui sede è nell’area del San Giovanni di Dio, è aperto dal lunedì al giovedì dalle 15.30 alle 16.30 e venerdì dalle 10 alle 11.

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