Guerra sul pesce «Via quelle gabbie che inquinano»

La crociata ambientalista corre sull’asse tra Duino e Monfalcone. Gli avannotti  seguiti dalla Valle Ca’ Zuliani con sede in zona Lisert

duino aurisina. Gli impianti per la piscicoltura al largo del castello di Duino, in linea d’aria 700 metri, risalgono addietro di almeno 30 anni. Eppure negli ultimi tempi, prima sotterranea e sopita poi esplosa sulla roboante piazza pubblica dei social, con un rimbalzo perfino nei palazzi regionali a seguito di dettagliata interrogazione dell’Unione slovena (a firma Igor Gabrovec) si è scatenata la rivolta ambientalista che qualcuno ha già ribattezzato come la “guerra del golfo”.

Monfalcone è la sede operativa della Valle Ca’ Zuliani, la srl agricola che detiene la cinquantina abbondante di “gabbie” oggetto di contestazione da parte di alcuni e invece difesa a spada tratta da altri. A Duino bagnanti, residenti e ambientalisti si sono uniti. E pure stavolta hanno trovato un asse a Monfalcone, con i grillini capitanati dal consigliere Gualtiero Pin, che già a maggio si era mobilitato con un’interrogazione sulla «quantità di reflui organici prodotta dalle specie ittiche presenti nel recinto delle vasche in immersione acquea», ritenuto il problema maggiore. Anche se per Vladimiro Mervic, capogruppo della Lista per il golfo a Duino Aurisina che non esita a parlare di «isola di plastica», la principale preoccupazione riguarda «la paesaggistica»: «È una cosa bruttissima da vedere, che si nota da piazza, porto e castello», dice. Senza per questo sorvolare sulla criticità dettata «dalla defecazione massiccia di orate e branzini». Non si arriva a chiedere l’eliminazione dell’impianto, ma uno spostamento al largo sì.

«Come se fosse cosa semplice» ribatte invece Michele Doz della Cooperativa pescatori, che leggendo sui social della “guerra” ha chiesto informazioni ed è voluto intervenire da esperto. Afferma che il trasloco costerebbe «300 mila euro», non bruscolini, per una srl agricola. Stando a Doz in trent’anni «le orate e branzini hanno mangiato, defecato e, da quanto mi risulta, non hanno reso un deserto il fondale sottostante»; infatti precisa che nell’ecosistema marino esistono «lame di acqua che fanno scorrere e disperdere il particolato presente nel mare». —

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