«Ho visto Fabiano annaspare e sparire nella corrente»

GRADO. È stato trovato ieri alle 7.05, vicino alla chiusa di Valle Noghera, dai sommozzatori dei vigili del fuoco, il corpo di Fabiano Simonetti, il friulano 56enne scomparso l’altro pomeriggio nel canale di Morgo nella laguna di Grado. Il fatto è accaduto, a quanto pare, a poca distanza di tempo dall’aver consumato il pranzo in un locale della laguna. Decesso avvenuto non per annegamento in quanto l’esame del medico legale esclude questa causa ascrivendo il decesso come morte accidentale in mare. Simonetti nato a Palmanova nel gennaio del 1963 e residente a Campolongo-Tapogliano in via San Leonardo,1, era partito dalla Bassa a bordo di una pilotina assieme a due amici di Cervignano. Dopo aver consumato il pranzo i tre avevano scelto il canale di Morgo per rilassarsi. Due di loro erano scesi a terra e stavano passeggiando in riva al canale quando si sono accorti che la corrente stava portando lontano la loro barca. Si sono inoltrati nel canale ma mentre uno dei due, seppur con fatica, è riuscito a salire a bordo, Simonetti non è riuscito a farcela. Dalla pilotina gli è stata lanciata anche una ciambella. Vane le ricerche effettuate immediatamente dai due amici dello scomparso che hanno richiesto l’intervento dei soccorsi che sono giunti sul posto piuttosto velocemente. Fino a ieri mattina, però, le ricerche non avevano dato esito positivo. A intervenire sono stati i vigili del fuoco ) e poi anche, i sommozzatori dei vigili del fuoco arrivati da Trieste che hanno il compito primario dei soccorsi in laguna. A coordinarli il comandate provinciale, Alessandro Giuseppe Granata. Sul posto poco dopo l’allarme dato dai diportisti anche i volontari della Protezione civile con il coordinatore Giuliano Felluga che hanno trasportato i sanitari del 118 e naturalmente i marinai di Circomare sotto il coordinamento del primo maresciallo Stefano Giaquinto che hanno effettuato le ricerche anche in mare aperto. Alle ricerche e a supporto ci sono stati con il loro mezzo nautico, e poi anche a terra, i Carabinieri della stazione di Grado. Su quanto accaduto ecco la testimonianza dell’amico Valmiro Movio di Scodovacca: «Mio fratello Fabrizio e Fabiano erano scesi dalla barca. Stavano tornando a bordo e camminavano nell’acqua, che arrivava fino alla cintola. Dovevano attraversare il canale. Li stavo aspettando sull’imbarcazione. A un certo punto, Fabiano ha detto a Fabrizio che non si sentiva molto bene. Fabrizio, preoccupato, gli ha chiesto se avesse bisogno d’aiuto per arrivare alla barca ma Fabiano l’ha rassicurato. Fabrizio, poco dopo, si è girato per controllare se fosse tutto a posto e ha visto che Fabrizio stava annaspando, trasportato dalla corrente, che è molto forte nel canale. Io mi sono avvicinato subito con la barca e ho tirato una ciambella a Fabrizio. Purtroppo la corrente era troppo forte. Fabiano è stato letteralmente inghiottito dall’acqua. L’abbiamo cercato a lungo ma non c’è stato nulla da fare. Un dolore atroce». —
An.Bo.
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