I 14 punti per stabilire la tipicità di un prodotto

La De.Co. è diventata realtà da quando la giunta comunale ha a approvato il regolamento del marchio di Denominazione Comunale di Gorizia, da apporre su tutti i prodotti che ad esso verranno legati...

La De.Co. è diventata realtà da quando la giunta comunale ha a approvato il regolamento del marchio di Denominazione Comunale di Gorizia, da apporre su tutti i prodotti che ad esso verranno legati per essere tutelati. Un marchio semplice, lo stemma comunale circondato dal Tricolore e dalla scritta Denominazione Comunale. La De.Co., di fatto, non è altro che una tipologia di tutela assimilabile alle più note Igt (Indicazione geografica tipica), Doc (Denominazione di origine controllata) o Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), che siamo abituati a conoscere ad esempio per il mondo dei vini. La differenza sostanziale è che i suddetti marchi prevedono per l'ottenimento e l'attivazione un percorso burocratico – e quindi anche tutta una serie di incombenze di carattere economico – decisamente più articolato e lungo. Per questo il Comune di Gorizia ha optato per la De.Co., in grado comunque di tutelare a dovere la Rosa di Gorizia o altri prodotti che in futuro godranno di questa denominazione. Il prossimo sarà, è già stato stabilito, la gubana goriziana, mentre in futuro il marchio potrebbe contraddistinguere anche il miele di marasca, prelibatezza prodotta nella zona del Calvario. Con il documento licenziato nei giorni scorsi, la giunta comunale non solo ha attivato il marchio, ma ha anche dato vita ad un registro della De.Co., dove saranno inseriti tutti i produttori che godranno della denominazione, e ha dato vita ad un protocollo d'intesa (al momento della durata di cinque anni) che regoli i rapporti tra il Comune ed i produttori. Aspetto più importante, poi, l'approvazione del regolamento della De.Co.: si tratta di un autentico disciplinare articolato in 14 punti, che tutti i produttori saranno chiamati a rispettare scrupolosamente per poter ottenere il marchio per i loro radicchi. Negli articoli vengono descritte tra le altre cose nei dettagli le caratteristiche del prodotto, le tecniche di coltivazione, la tipologia del terreno da utilizzare e ovviamente, l'ambito territoriale di produzione: sarà Rosa di Gorizia o radicchio Canarino di Gorizia (il marchio tutela entrambe le varianti, pur distinguendole) solo il prodotto coltivato nel territorio del comune di Gorizia, o, in via eccezionale e previa autorizzazioni specifiche, in altri terreni della provincia che abbiano però le medesime caratteristiche pedologiche.

Marco Bisiach

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