I residenti: «Basta con i rumori fino all’alba»

Tante reazioni contrarie ma anche reazioni positive. In particolare, quelle di un gruppo di famiglie che risiedono in corso Verdi. Letta la notizia sul giornale, hanno preso in mano il telefono per incoraggiare l’amministrazione comunale sulla strada della regolamentazione degli orari. «Non facciamo parte di alcun comitato e lo puntualizziamo perché non vogliamo che il problema venga ridotto a quello di una piccola parte di residenti.


Premesso questo, abbiamo letto con attenzione la proposta del sindaco Romoli e dell’assessore Gentile e ci dichiariamo assolutamente soddisfatti - sottolineano i residenti che preferiscono mantenere l’anonimato -. È necessario mettere mano al problema degli schiamazzi notturni. Non possiamo più far fronte a notti insonni, vandalismi, maleducazioni, danneggiamenti alle auto e quant’altro. Bisogna voltare pagina». Come spiegato ieri dall’amministrazione comunale, l’ordinanza parte da una necessità che è quella di uniformare l’orario di chiusura dei bar e degli esercizi pubblici del centro. «Oggi - avevano spiegato all’unisono il sindaco Romoli e l’assessore comunale alla Polizia municipale, Fabio Gentile - un bar chiude all’una, un altro alle 2, un altro ancora alle 3, c’è qualche esercizio pubblico che lascia aperti i battenti sino alle 5. E anche vero che ci sono bar che chiudono alle 23, a mezzanotte o ancor prima.


Ebbene, vorremmo uniformare l’orario, dando la possibilità agli esercenti di tenere aperti i battenti massimo sino a mezzanotte o all’una, non oltre. Perché? Vorremmo evitare di assistere allo sciamare di avventori da un bar all’altro a caccia dell’ultima birra. In questa maniera, crediamo si possa dare una risposta ragionevole e che non danneggia nessuno alla problematica degli schiamazzi notturni». Ma si è detto più volte che il Comune di Gorizia è inserito fra quelli «turistici». E, ai sensi dell’articolo 30 delle legge regionale 29 del 2005, «gli esercenti determinano liberamente l’orario di apertura e di chiusura degli esercizi commerciali sia nei giorni feriali sia in quelli domenicali e festivi». Questo era uno dei passaggi della risposta che il difensore civico Marino Marin aveva inviato a un gruppo di famiglie di via Diaz che protestavano per gli schiamazzi notturni.


L’ordinanza rischia, pertanto, di restare inapplicata? «No perché la legge parla chiaro - aveva aggiunto il vicesindaco Gentile -. Gli esercenti sono liberi, sì, di autodeterminare l’orario di apertura dei propri locali a meno che non intervenga un’ordinanza sindacale motivata. E, nel caso specifico, intervengono problemi di ordine pubblico, di viabilità ostacolata e quant’altro. Tutte motivazioni valide che giustificano un’ordinanza».

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