I residenti di Bosc di Sot: «L’ex Cava è diventata oasi il Comune la deve tutelare»



. «Il nuovo lago venutosi a formare dove fino a due anni fa c’era un enorme buco, ha creato in così poco tempo un’oasi faunistica incredibile con centinaia di oche selvatiche, cigni reali, folaghe, cormorani, aironi, gazzette e altri animali ancora, e crinali fittamente alberati: si salvaguardi e si tuteli quest’area di cui la natura si è riappropriata». L’appello è di Dario Princic, residente di quella località, Bosc di Sot, situata proprio accanto ai 26 ettari di terreno la cui proprietà è di Fornaci Giuliane e il cui futuro ora è in mano alla Regione dopo che il 30 luglio il Comune ha dato via libera alla proroga relativa ai termini di ultimazione delle opere di urbanizzazione del sito da tempo inutilizzato (alle quali l’azienda, secondo il precedente accordo tra le parti, avrebbe già dovuto adempiere).

La proroga ottenuta dal Comune e quella sui diritti di escavazione (che toccherà alla Regione concedere o negare) sono necessarie alla proprietà per proseguire le trattative con un privato intenzionato a rilevare l’area. E proprio su questo punto piovono le critiche di Princic, che rappresenta un gruppo di cittadini di Bosc di Sot preoccupati per la possibilità di perdere le specificità faunistiche stabilitesi recentemente nell’area, qualora un giorno qualcuno dovesse mettere mano al sito lacustre e a quello boschivo attiguo formatisi spontaneamente nella parte di proprietà interna delle Fornaci.

I punti di domanda posti da Princic e da chi appoggia la sua battaglia riguardano innanzitutto le tempistiche: «La convocazione con urgenza del consiglio comunale – dicono – fa sorgere una valanga di dubbi e perplessità». La prima riguarda l’eventualità che un giorno l’acquirente possa richiedere la trasformazione “dell’area di cava da D4 in zona E4.1, di interesse agricolo paesaggistico, ed in zona E5, di preminente interesse agricolo”: «In altre parole – riassumono Princic e i suoi – c’è la possibilità che questa zona possa diventare un vigneto». Ipotesi a cui il gruppo di Princic è contrario per ragioni di rispetto della fauna che si è insediata in quell’area negli ultimi mesi.

Il timore del gruppo di Bosc di Sot è che gli animali potrebbero allontanarsi se percepissero nuova attività umana nei pressi. «Nessuno – spiega infatti Princic – è al corrente della realtà che si presenta oggi: dove solo fino a due anni fa c’era un enorme buco, oggi si è formato un meraviglioso lago, grande tre volte quello vicino alla strada regionale. Si è creata un’oasi faunistica incredibile con dei crinali di cava fittamente alberati. Ci sono centinaia di oche selvatiche, cigni reali, folaghe, tuffetti, cormorani, gallinelle d’acqua, aironi, gazzette, rane e libellule. Il lago oggi è un tutt’uno con l’area boschiva circostante, in perfetta simbiosi».

Il gruppo capitanato da Princic si chiede inoltre perché invece di prorogare il Comune non abbia incassato quanto gli spetterebbe: «Perché – è la domanda che arriva da Bosc di Sot – il Comune non ripristina il sito disponendo di un importo da capogiro che proviene dalle varie fideiussioni?».

Qui, infatti, c’è da aprire un ulteriore capitolo: oltre a quelle da 56 mila più 19 mila euro dell’accordo del 2003 riguardanti le opere di urbanizzazione previste dal Prpc, il Comune potrebbe far valere altre due successive fideiussioni messe a garanzia dalla proprietà. Una da 47.679, 40 euro per diritti di escavazione, e un’altra da 459.814, 98 euro che attiene al ripristino ambientale conseguente all’attività di escavazione. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo