I residenti di via Trento: le nostre case crolleranno

Riesplode la protesta dei cervignanesi che abitano lungo le sponde dell’Ausa «Nonostante la denuncia al Comune e all’impresa, non è cambiato nulla»
Di Elisa Michellut
Cervignano 08 Agosto 2011 via trento fiume copyright PFP
Cervignano 08 Agosto 2011 via trento fiume copyright PFP

CERVIGNANO. Riesplode la protesta in via Trento. I residenti puntano nuovamente il dito contro i lavori di recupero delle sponde lungo il tratto orientale del fiume Ausa, tra il ponte di ferro di via Udine e la zona del Tennis club. Interviene Luigi Abetini, che ha una casa proprio sul fiume. «Quello che avevamo previsto, purtroppo, è accaduto – si lamenta –. Non dimentichiamoci che, nel mese di dicembre del 2011, in concomitanza con l’inizio dei lavori, due famiglie hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni che presentavano vistose crepe in corrispondenza delle murature e dei solai. Le nostre preoccupazioni hanno trovato riscontro e non è certo una soddisfazione. A distanza di un anno e mezzo da quel grave fatto, in conseguenza del quale alcune case sono state dichiarate inagibili e una famiglia ha dovuto trasferirsi nel cuore della notte, in un appartamento, nessuno ha risolto il problema. Nonostante la formale denuncia al Comune e all’impresa, inviata tramite raccomandata, non è cambiato niente». Si sfoga Abetini: «La scorsa settimana, per questioni di decoro e di igiene, ho pulito la stradina manutentiva, dov’erano stati gettati due sacchi delle immondizie. C’erano bicchieri e piatti di plastica, barattoli di birra vuoti e altre sporcizie. Una cosa davvero indecorosa. Nessuno si preoccupa di interdire il passaggio alla strada. Ci sono state tante proteste da parte nostra, i fatti dimostrano per giusta causa. Non può non venirmi in mente una frase che pronunciò il compianto presidente Sandro Pertini, il quale disse che quando chi governa non fa gli interessi della gente, la gente ha tutto il diritto di farsi sentire. Riflettiamo su questo messaggio. Non si vuole certo incitare alla violenza, ma è giusto che un amministratore si assuma le proprie responsabilità».

Il residente aggiunge: «Ancora una volta chi ci rimette sono solo i cittadini e non certo chi, a vario titolo, è intervenuto sulla questione dicendo che la nostra contrarietà deriva solo da interessi personali. Basta camminare lungo le sponde del fiume per vedere con i propri occhi la dimensione del problema». Luigi Abetini chiosa: «La casa vicina alla mia sta per crollare e ha il muro portante che confina con la mia abitazione. Non mi si venga a dire che la cosa non mi riguarda. L’area è stata delimitata con alcune strisce per interdire l’avvicinamento. C’è pure il cartello con scritto “Pericolo di crollo”. Il terreno sotto casa mia si è abbassato ancora e pende pericolosamente verso il fiume Ausa. Ci hanno contattati un anno fa e poi più nulla. Il Comune se ne lava le mani. Abbiamo delegato i legali e un tecnico di fiducia, spero proprio che chi ha la responsabilità non si tiri indietro».

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