I sindacati: «È quella giusta la strada indicata da A2a»
«Ora che A2a ha presentato il progetto di investimenti, assistiamo alla diffusione di notizie che potrebbero pregiudicare il piano industriale e mettere a repentaglio i posti di lavoro e la salute dei monfalconesi». Lo sostengono le segreterie regionali Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uilcem. «La centrale - aggiungono - se non dovesse essere ammodernata, continuerà a operare a carbone. L’intervento è come cambiare un’auto Euro3 per prendere un’Euro5: sempre a benzina vanno, ma le emissioni sono diverse. I gruppi a olio più inquinanti, poi, sono già fermi e improduttivi». I sindacati continuano: «La centrale non aumenterebbe il consumo di carbone rispetto ai valori attuali, la produzione aumenterebbe grazie al miglioramento dell’efficienza della caldaia e delle macchine elettriche. La sostituzione del vecchio impianto con uno di nuova concezione, ridurrebbe di gran lunga la quantità delle emissioni e permetterebbe di realizzare il teleriscaldamento. Senza rinnovamento, ci terremo un impianto obsoleto che non potrà più garantire nè futuro ai lavoratori, nè miglioramenti ambientali. La centrale invece potrebbe diventare modello per altri territori. Non dobbiamo fornire alibi ad A2a per non investire e dirottare le risorse altrove».
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