Idee sostenibili: la sfida Ince per le scuole

Progetto rivolto agli istituti superiori di 19 Paesi su sviluppo sociale, economico ed ecologico. In palio premi da 20 mila euro



Trasformare i giovanissimi in cittadini attivi, pronti a mettere le proprie forze al servizio dello sviluppo sostenibile. In questo consiste il progetto dell’Iniziativa centro europea (Ince), presentato nel pomeriggio di ieri in un incontro zoom a cui ha dato il via Etta Carignani, presidentessa di Ande Trieste.

Protagoniste sono le scuole superiori di 19 Paesi, quelli che fanno parte di Ince, che potranno concorrere a una sfida in cui, a essere valorizzate, saranno le idee per un mondo più sostenibile. Elaborato insieme all’organizzazione regionale Iniziativa Adriatico-Ionica il progetto ha lo scopo di trasmettere in modo pratico ai ragazzi l’importanza dell’Agenda 2030, il programma delle Nazioni Unite inerente lo sviluppo sostenibile. «Vogliamo incentivare le scuole a garantire una formazione che valorizzi l’importanza dell’Agenda 2030. Occorre comprendere un problema che è globale, e poi serve declinarlo in chiave locale – ha spiegato durante la presentazione Nina Kodelja, una delle responsabili dell’iniziativa intergovernativa –. L’obiettivo è che un giovane si chieda in che modo potrebbe contribuire, nel suo piccolo, a un più vasto sviluppo sociale, economico ed ecologico della propria città, del proprio Paese».

Per spingere sull’acceleratore verso questa meta, «saranno destinati 20 mila euro a tutte le scuole che riusciranno a presentare idee brillanti in tema di sviluppo sostenibile. Siamo stati coraggiosi e ambiziosi a proporre proprio adesso questa idea, perché ci rendiamo conto della fatica che stanno facendo gli istituti in tempo di pandemia. Ma, a maggior ragione, speriamo di poter trovare la collaborazione di dirigenti scolastici illuminati, che sappiano spronare gli studenti a elaborare progetti interessanti. È solamente dando una prospettiva ai nostri giovani che le società riusciranno davvero a fare un passo in avanti. Non vediamo l’ora di poter leggere e di poter premiare le idee migliori».

Ince ha da diversi anni lo statuto di osservatore all’assemblea generale delle Nazioni Unite. Ed è proprio in questa chiave che va letto il suo interesse a condividere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Secondo Roberto Antonione, segretario generale di Ince, il progetto aiuterà i ragazzi a «passare dalle proteste che hanno caratterizzato i Fridays for future alle proposte concrete. Il nostro desiderio è che imparino a elaborare visioni collegate alla realtà in cui vivono. Non gli chiediamo di risolvere i problemi del mondo – ha concluso – ma gli chiediamo le cose che andrebbero fatte in ambito sociale, o economico per una società più moderna, più nuova». —



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