Il Cammino Celeste porta a Cormons sempre più pellegrini
/ Cormons
Nell’ultimo mese, rispetto all’agosto 2019, alla fine, a Cormons c’è stato un aumento delle presenze di pellegrini sul Cammino Celeste. Dati alla mano è quanto evidenzia l’assessore al turismo Martina Borraccia dopo aver consultato Pro Loco e attività che forniscono ai camminatori i cosiddetti “timbri”, testimonianze del passaggio da una delle località del percorso quale appunto è la città sotto il Quarin.
«Solo sommando i timbri forniti da ufficio Pro Loco e da uno dei luoghi dove si fermano a dormire i pellegrini arriviamo a 65 presenze in un mese, una cifra di qualche unità superiore rispetto a quelle degli scorsi anni secondo appunto quelli che sono i numeri in mano a chi si occupa specificatamente di accoglienza dei visitatori provenienti dal Cammino - sottolinea Borraccia -. Si può dunque tranquillamente supporre che i dati siano ulteriormente superiori, perché c’è anche chi il timbro lo richiede altrove e non a queste realtà».
Insomma, tra chi si ferma e chi no, la cifra di coloro che transitano attraverso Cormons svolgendo il Cammino Celeste arriva presumibilmente a superare il centinaio di unità, la maggior parte delle quali provenienti dal resto d’Italia o dalla vicina Austria. «L’estate 2020 – continua Borraccia – ha fatto riscoprire a tante persone il turismo locale, quello di vicinanza: si spiega così l’incremento di pellegrini riscontrato da questa statistica. In tanti, sostanzialmente, invece di andare in viaggio all’estero hanno scelto di rimanere in Italia o in regione riscoprendo territori come il nostro e sentieri come il Cammino Celeste».
Ed in effetti in quest’estate travagliata post-emergenza sono stati diversi i pellegrini visti in giro per la città che si muovevano zaino in spalla lungo la rotta “celeste”.
Nei giorni scorsi un nostro report riguardante le sensazioni degli addetti ai lavori del settore turistico cormonese evidenziava inoltre come in quest’estate 2020 ci sia stato un aumento tra bar e ristoranti della presenza di turisti italiani che hanno in parte colmato il decremento di arrivi dai Paesi europei. Un calo, quest’ultimo, che però non ha impedito di vedere quotidianamente a Cormons targhe automobilistiche e lingue d’oltre confine: seppure in numero minore, infatti, nei mesi caldi il centro nevralgico del Collio ha ugualmente richiamato austriaci, tedeschi, belgi e anche qualche turista inglese. –
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