Il canile si appoggia ai social Da gennaio sono 19 le adozioni

Emanuela Masseria
Nonostante il lockdown e le restrizioni alle visite, il canile di Gorizia stupisce con alcuni dati positivi in merito alle adozioni. Da quanto conferma l’assessore al Benessere degli animali, Chiara Gatta, da gennaio a giugno di quest’anno 19 cani hanno trovato una nuova casa e alcuni di loro erano piuttosto anziani. «Siamo secondi in regione per numero di adozioni», nota l’esponente della giunta Ziberna. Statistiche ancora parziali ma comunque particolarmente rilevanti se si pensa alla chiusura forzata della struttura di questa primavera. Una situazione che dà ancora una volta conto dell’interesse, da parte dei goriziani, per la sorte delle tante, povere bestiole che si ritrovano senza una famiglia, per quanto possano continuare a restare in canile. Ora però si tratta di andare avanti, sperando che la curva dei contagi permetta, prima o poi, di tornare alla normalità.
«Bisogna consolidare un rapporto con la cittadinanza che già c’è ed è positivo, anche se non avverrà nell’immediato. Di solito ci sono molte persone che visitano la struttura e anche che si rendono disponibili per le passeggiate che, in ogni caso, sono garantite dai volontari», prosegue l’assessore Gatta che precisa: «Alla domenica, quando la situazione era più libera, arrivavano anche 50 persone alla volta. Appena sarà possibile riprenderemo con le campagne di incontri. Al momento gli accessi sono a numero chiuso. Per fortuna c’è molta attività sui social».
E il pensiero va alle tante foto sul web di simpatici cani o gatti che, grazie alla loro fotogenia o anche a post oggettivamente strappalacrime, spesso hanno la fortuna di trovare subito casa. L’accesso alla struttura attualmente è soggetta a un contingentamento delle presenze, come avviene per svariate altre realtà.
In questi giorni il Comune ha preso poi alcuni provvedimenti che riguardano da vicino il canile a Lucinico. Secondo una recente delibera della giunta, è stato appena approvato lo schema di accordo tra il Comune e l’azienda sanitaria Asugi per la gestione in forma coordinata delle attività del canile in via Camposanto. Si tratta di un accordo triennale eventualmente rinnovabile per altre tre annualità che prevede un’entrata di 3 mila euro annui da imputare a bilancio dell’amministrazione comunale. L’importo verrà corrisposto da Asugi a titolo di canone di utilizzo esclusivo di alcuni locali della struttura. Ciò discende dal fatto che le aziende sanitarie, in mancanza di spazi propri, provvedono tramite strutture convenzionate ad effettuare compiti di polizia veterinaria, al fine di garantire il ricovero e la custodia temporanea dei cani, con spese a carico del proprietario/detentore dell’animale, se rintracciabile. La normativa vigente assegna specifiche funzioni e competenze ai servizi veterinari delle aziende per l’assistenza sanitaria solo nei casi che prevedono la cattura di cani ed altri animali di affezione vaganti per le finalità di controllo anagrafico, sanitario, di emergenza o di non autosufficienza. Sono inclusi anche i casi legati al controllo delle nascite e, in caso di comprovato pericolo, quelli che possano minacciare l’incolumità pubblica. Il servizio include infine le necessità legate alla marcatura elettronica con microchip dei cani e di altri animali di affezione, lo smaltimento delle spoglie degli stessi e il controllo dei casi di rabbia. —
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