Il “ciclone” Sara Vito trascina Serracchiani

L’assessore provinciale incassa 1990 preferenze e prenota un posto in giunta Ziberna il più votato nel Pdl. Nella civica di Tondo record di consensi per Cisint
Di Roberto Covaz
Silvano Trieste 13/04/2013 Manifesti Elettorali
Silvano Trieste 13/04/2013 Manifesti Elettorali

GORIZIA. Se non del Tagliamento, almeno dell’Isonzo avrebbero dovuto parlare i grillini in quella interminabile sera del 21 dicembre del 2012, quando scelsero proprio il Kulturni dom di Gorizia per decidere il loro candidato presidente della Regione. Prima di Saverio Galluccio, parlò tale Marco Vadori che la tirò lunga sull’inquinamento del Mekong. A distanza di mesi ancora ci sfugge dove volesse andare a parare Vadori. Dopo il suo intervento - erano quattro i candidati in lizza - parlò Galluccio, che nella sua semplicità sembrava uno statista al confronto dei contorti suoi competitori. Galluccio pure l’altra sera sul palco di piazza Vittoria a Gorizia ha pronunziato concetti semplici e talvolta disarmanti. Quanto è bastato per raccogliere 13.597 voti di preferenze, quasi il doppio di quanto incassato dalla lista isontina del Movimento 5 Stelle. Che porta in Consiglio regionale la giovane Ilaria Dal Zovo (502 preferenze), turriachese trapiantata a Doberdò del Lago, amante degli animali a quanto si evince dal suo profilo Facebook. Durante il comizio di Grillo, dopo un fin troppo sintetico saluto alla piazza, si è dedicata a smanettare sulla tastiera del cellulare. I risultati le danno ragione. E danno ragione a Galluccio che dal nulla porta il M5S a secondo partito isontino. Ha stravinto nell’Isontino Debora Serracchiani, perfino capace di suscitare a Gorizia un corteo di auto clacsnonanti. Il nuovo presidente della Regione deve ringraziare il presidente della Provincia Enrico Gherghetta, paziente e abile mallevadore di Sara Vito, capace di strapazzare gli avversari con 1990 preferenze. Numeri che indicano nell’assessore provinciale il prossimo assessore regionale isontino. È risultata la più votata. Il renziano della prima ora Diego Moretti ha 1726 buoni motivi per essere soddisfatto. La sua elezione in Regione è un ideale compimento di un’attività politica condotta sempre con equilibrio e mai dissacrante verso gli avversari. La correttezza è la cifra anche di Omar Greco, il cui terzo posto potrebbe non bastare per entrare in Consiglio regionale a favore del candidato di punta dell’Unione slovena, che non è della provincia di Gorizia. Serracchiani incassa nell’Isontino un 46,3 per cento molto significativo in tempi di magra affluenza. Cinque anni fa Illy fu sconfitto pur raccogliendo in provincia di Gorizia il 52,9 per cento. Ma è il dato assoluto che deve far ulteriormente riflettere. Serracchiani diventa presidente con “appena”28.336 voti. Illy non fu confermato pur raccogliendo 47758 voti. Anche questo significa non andare a votare.

Del centrodestra che dire? Renzo Tondo incassa quasi 10mila voti in meno dell’avversaria. La spiegazione più logica sta nella contestazione trasversale, montante, rispetto alla sua riforma del sistema sanitario. Ha ottenuto solo tremila voti in più di quanto raccolto dalle liste che lo sostenevano. Serracchiani, invece, ha garantito un valore aggiunto di oltre settemila voti. Contro Tondo il calo della Lega Nord, il caso-Marin a Grado e, ovviamente, la lista Bandelli. Complimenti a Rodolfo Ziberna che succede in Consiglio regionale a Gaetano Valenti. Solo che il buon Rudy ha smarrito i fondamenti della scuola socialdemocratica. Anziché i 1550 voti personali stimati, ne ha incassati ben 1826. Come si fa a sbagliare di tanto? Eccellente davvero la performance di Ziberna che però ora dovrà imparare il mestiere di oppositore e decidere se restare all’assessorato comunale alla Cultura di Gorizia. Eventualità che piace al sindaco Romoli, “soddisfatto” per la mancata elezione della sua super dirigente Anna Cisint. La quale, ammiraglia della lista Autonomia responsabile per Tondo, ha ottenuto uno stratosferico 817 di preferenze. Appena 110 i voti raccolti a Gorizia. Solita vecchia e inconcludente contrapposizione tra il Goriziano e il Monfalconese.

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