Il Comune di Gorizia cancella il 63% dei mutui

È riuscito a cancellare il 63% dei mutui. Utilizzando in parte (il 40%) il tesoretto Iris, in parte gli avanzi di amministrazione che si sono registrati in questi ultimi anni.
Sì, il Comune di Gorizia ha più che dimezzato il suo indebitamento: lo si evince dal bilancio consuntivo che andrà in approvazione domani e martedì sera in consiglio comunale. Nel 2007, quando il sindaco Romoli intraprese il primo mandato, il debito era arrivato a 16 milioni 350mila euro. Al 31 dicembre 2013 i mutui saranno ridimensionati a quota 6,3 milioni. In pratica, si è registrato un abbattimento secco di 10 milioni. Un dato che viene commentato con soddisfazione dal sindaco Romoli. I soldi “risparmiati” potranno ora essere indirizzati a quei settori (in primis, l’assistenza e il sociale) che hanno maggiore necessità di essere rimpinguati viste le richieste di aiuto sempre più forti da parte delle fasce più deboli della popolazione. Altri dati? Il totale delle entrate assomma a 63,6 milioni di euro mentre le uscite si sono assestate a 60 milioni: da ciò si evince che l’avanzo di amministrazione per il 2012 è stato di 3 milioni 650mila euro. Soldi che con il patto di stabilità non potranno essere impiegati in investimenti e spese correnti ma verranno indirizzati ancora all’abbattimento del debito derivante dai mutui accesi nel passato.
«La maggior parte delle spese correnti, si tratta di 15 milioni di euro, sono destinate al personale - sottolinea il sindaco Romoli -. Ed è un dato, spiace dirlo, negativo perché si tratta di costi che servono esclusivamente a perpetuare l’esistenza dell’ente. Le spese di investimento sono notevoli perché ai 12,3 milioni del 2012 vanno aggiunti i 30 degli anni passati». Ma Romoli, da politico navigato, preferisce ricordare altri aspetti che toccano più da vicino le tasche del cittadino. «Il Comune di Gorizia, secondo le statistiche della Cgia di Mestre, può vantare la minor pressione fiscale in Italia. Noi, l’addizionale Irpef l’abbiamo eliminata mentre a Trieste è ancora all’otto per mille, le tariffe dei servizi a domanda individuale sono inchiodate ormai dal 2009 e anche l’Imu è stata applicata, a Gorizia, con le aliquote base. Potrà sembrare immodesto ma credo di poter dire che abbiamo chiuso un 2012 positivo, nonostante le difficoltà».
Difficoltà, però, che sono destinate ad acuirsi nel 2013. «Il bilancio di previsione è ancora ben lungi dall’essere definito. La situazione è indubbiamente assai più complicata rispetto al 2012 perché i tagli della Regione in parte corrente sono stati pari al 20%. Che dire? Se non ci saranno variazioni di bilancio da parte della nuova amministrazione regionale che andranno a rimpinguare questi trasferimenti, saremo in difficoltà», sottolinea Romoli, che aggiunge: «In quel caso, le strade sono soltanto due: o si aumentano le tasse o si tagliano i servizi. Speriamo di non dover essere costretti a prendere una di queste decisioni». Il sindaco vuole anche evidenziare i 15 milioni che sono stati impiegati, nell’arco del 2012, nel settore sociale e assistenziale. «Significa che siamo stati attenti a quelle che erano e sono le richieste della popolazione più in difficoltà. E continueremo a farlo anche in futuro. Abbattere parte del debito significa liberare più risorse per le spese correnti, ovvero per il sociale, poiché si riducono i mutui da pagare con relativi interessi».
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