Il Comune ridisegna la mobilità sui bus Basta circolari è l’era della raggiera

Si parte nel 2021, primo sopralluogo tecnico il 23 settembre Corse più brevi e cadenzate, periferie collegate al centro
Bumbaca Gorizia 10.09.2019 Caterina Belletti presidente APT © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 10.09.2019 Caterina Belletti presidente APT © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Un ticket sempre pronto da obliterare, una predisposizione ad attendere con pazienza l’arrivo del mezzo, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche in corso, l’abitudine a passare con disinvoltura dalla passeggiata al trasporto sul mezzo pubblico. È l’utente-tipo di Apt a Monfalcone e per lui, il 2021, sarà forse l’anno della svolta. L’amministrazione infatti vuole mettere mano, con la presidente dell’Azienda provinciale trasporti Caterina Belletti, al nuovo piano della mobilità, invariato dal 2012, come di recente asserito proprio dal vertice, dunque bisognoso di revisione.

La parola d’ordine per il sindaco è “raggiera”. Basta circolari, che la prima cittadina vorrebbe sul viale del tramonto: dalle periferie urgono collegamenti diretti e brevi al centro. Appunto come la raggiera della ruota di una bicicletta. Se n’è parlato alla riunione (richiesta dall’amministrazione) con tecnici e dirigenti Apt, presenti tra gli altri gli assessori Paolo Venni e Massimo Asquini e il professionista incaricato della stesura del Pums, Tito Bertinulli, collegato in video conferenza. Il prossimo passo sarà la verifica sul campo: mercoledì 23 il primo cittadino e le altre figure coinvolte effettueranno il tour urbano con tanto di simulazione a bordo di un furgone per valutare la fattibilità delle proposte. Seguirà una nuova riunione tra le parti per arrivare entro fine ottobre alla formalizzazione ed esposizione ai cittadini delle nuove linee, con rodaggio nel 2021.

«Il sistema del tpl urbano deve essere più adeguato alle esigenze della città, i cui fabbisogni non sono immutabili nel tempo, ma cambiano. È da tempo che chiedo di sviluppare i collegamenti a raggiera e di non puntare più solo sulle circolari, in modo da rendere più razionali e attrattivi i percorsi. Apt ha già ascoltato le nostre richieste sulla base delle segnalazioni dei cittadini, introducendo delle modifiche che hanno sicuramente migliorato la situazione», sempre Cisint, riferendosi all’allungamento del percorso in via Romana o alla maggior frequenza di bus al Lisert, per accontentare l’utenza delle Terme o il nuovo collegamento a Marina Nova. I detrattori, su questi ultimi punti, parlano però di flop, per la scarsa adesione. Ma a detta di Apt, che ha confermato le modifiche, le valutazioni vanno fatte su un servizio consolidato, anche perché il 2020 è stato un anno anomalo. Monfalcone a ogni modo si conferma una cerniera della mobilità, con il 45% delle auto in transito da fuori città. I pendolari dei binari sono aumentati: 140.340 unità, complice anche una nuova rimodulazione, in senso più restrittivo, della sosta a Panzano, che ha fatto optare gli operai da fuori per soluzioni di trasporto alternative alla propria vettura.

Così, nelle intenzioni, la nuova circolare Centro copre via Romana, la stazione, via Matteotti, Rosselli, Parini e Galilei, per raggiungere poi l’ospedale, dove è fissato lo scambio con le altre linee urbane, proprio come in piazza Unità. Da lì la direttrice per via San Francesco e corso del Popolo fino ai binari. La linea Panzano, che prevede il collegamento diretto con cadenza di 20 minuti nelle ore di punta tra San Polo, Centro e parcheggio di scambio a Panzano, rileva invece il passaggio dall’ospedale nelle vie Garibaldi, Bixio, Cosulich, Gorizia, Duca d’Aosta, Bagni nuova, Boschetti, per ritornare quindi in via Cosulich, imboccare il viale, piazza Unità e via Duca d’Aosta. La linea diretta cadenzata, ogni 40 minuti, a servizio del Centro, ospedale, Belforte, cimitero e Staranzano, programma infine un itinerario dal cuore urbano alle vie San Polo, Pocar, 24 Maggio, Dobbia, De Amicis e viceversa. Gli aspetti tecnici su manovre e inversioni, linee e fermate saranno demandati a uno studio esecutivo di settore più approfondito, concordato con l’ente e il gestore. —

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