Il Consiglio comunale celebra i 60 anni dell’Irsml

Sono trascorsi 60 anni da quando fu costituito, ma i valori di coesione sociale e di conciliazione per i quali si batteva all’epoca sono attuali «e per essi deve continuare l’impegno di tutte le istituzioni». È questo il concetto espresso ieri con maggior forza, e ribadito dal sindaco, Roberto Cosolini, nel corso della cerimonia di celebrazione dei 60 anni di vita dell’Istituto regionale per la storia del Movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia, sorto il 20 aprile del 1953. «In un momento storico diverso da quello che viviamo oggi - ha spiegato il presidente dell’Istituto Gian Carlo Bertuzzi - ma la volontà di dialogare, di superare la barriere è rimasta la stessa».
La cerimonia - che ha richiamato nell’aula del Consiglio comunale una piccola folla di rappresentanti istituzionali, storici, studiosi, testimoni di quelli che Bertuzzi ha definito, riferendosi agli anni dal ’53 in poi, «momenti difficilissimi, che abbiamo superato in virtù dei grandi passi compiuti per poter oggi discutere su qualsiasi tema» - è stata aperta dall’intervento del presidente del consiglio, Iztok Furlanic. «Oggi - ha detto - l'Istituto può svolgere un ruolo per certi versi ancora più importante, perché troppo spesso ci imbattiamo in chi vuole riscrivere la storia, che invece è univoca. Dobbiamo ringraziare l'Istituto - ha aggiunto - che contribuisce a mantenere viva una pagina della storia fondamentale per capire le vicissitudini di queste terre». Cosolini ha ricordato che «in questi 60 anni l'Istituto ha contribuito a mantenere alto il valore e l'insegnamento della Resistenza e a creare i presupposti per una civile convivenza».
Il sindaco, dopo aver ringraziato a propria volta «i fondatori e coloro che permettono all’Istituto di proseguire la sua opera», ha colto l’occasione per evidenziare che «la rabbia dei cittadini nei confronti della politica non deve superare i limiti del rispetto della democrazia. Il discredito verso la cattiva politica - ha proseguito Cosolini - non deve portare a un distacco dai principi democratici. In questo senso si devono impegnare tutte le istituzioni. Certo - ha continuato - la politica va ristrutturata e rilanciata come elemento fondamentale della vita democratica della nostra società. Richiamare i valori di rispetto, di unità e coesione - ha concluso - significa affrontare la realtà di oggi».
Bertuzzi, dopo aver tracciato una breve storia dell’Istituto, ha spiegato che «il compito che ci attende è di continuare a studiare il passato per capire il presente e guardare al futuro».
Ugo Salvini
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