Il Covid non ha ucciso la pesca è l’unico settore che ha tenuto

Antonio Boemo / GRADO
Durante il periodo di quarantena Covid-19 a Grado e sul territorio si è registrata la carenza di diversi prodotti, dai presidi sanitari (mascherine, disinfettanti ai guanti), ai generi di prima necessità sino ad alcuni alimenti. Ma non il pesce.
A parte la prima settimana del periodo di lockdown, il mercato ittico gestito dalla Cooperativa Pescatori ha sempre funzionato regolarmente e i pescatori non hanno mancato di portare il pescato a terra. E all’esterno di quella che è la pescheria centrale dell’isola, nella zona del porto, le lunghe code di persone munite di mascherina e distanziate in attesa, si sono viste regolarmente pressoché ogni giorno.
La conferma che il pesce non è mai mancato arriva dal presidente della Cooperativa Pescatori, Santonio Santopolo che, appunto, dice che in linea di massima l’andamento registrato al mercato ittico dovrebbe essere «in linea o simile» a quello dello stesso periodo dell’anno precedente. La prima chiusura di bilancio sarà fatta a fine settembre ma le proiezioni, secondo Santopolo, sono proprio queste.
«Il mare non ha risentito del lockdown» afferma la direttrice della stessa cooperativa pescatori, Flavia Verginella. Durante tutta la stagione il pesce infatti non è mancato: orate, branzini, sogliole, palombi... Il pesce viene venduto al mercato ittico di Grado ma in realtà da qui con i camion della Cooperativa Pescatori viene trasferito immediatamente ai mercati di Venezia e di Trieste. A Grado non ci sono più commercianti, ovvero sono molto pochi, e anche i ristoratori in tanta parte si riforniscono dalle pescherie. Solamente qualcuno si reca a fare gli acquisti direttamente al mercato ittico e, proprio durante il periodo di Covid, se ne sono avvicinati alcuni altri di nuovi.
Ogni mattina c’è pertanto parecchio fermento al mercato ittico e non mancano nemmeno i turisti curiosi che dall’esterno si soffermano a veder transitare le cassette di pesce sbarcate proprio dinnanzi al mercato dai vari pescherecci. In queste ultime giornate le cassette sono piene in particolar modo di orate e branzini che fortunatamente non mancano mai, ma anche di canocchie (sta iniziando una stagione molto favorevole per questa pesca) e anche le triglie di mare in questi giorni non mancano di certo.
È infatti, questo il periodo che con il raffreddamento graduale dell’acqua al largo il pesce stia tornando più verso la costa. Tra l’altro non dimentichiamo che il mondo dei pescatori ha sempre fatto parte anche del biglietto da visita turistico dell’isola: un aspetto che cattura sempre l’attenzione di tante persone che guardano, ammirano e fotografano. —
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