Il delfino Bobi nuota fra i bagnanti di Zara

Il cetaceo si è “perso” nel canale di Carin. Gli esperti avvertono: «Toccarlo può essere pericoloso»
Il delfino Bobi, sulla sinistra, mentre nuota tra i bagnanti (Foto tratta dal sito Plavi Svijet - Mondo blu)
Il delfino Bobi, sulla sinistra, mentre nuota tra i bagnanti (Foto tratta dal sito Plavi Svijet - Mondo blu)

 Negli ultimi giorni, non appena apparso, è stato definito dai media dalmati come il protettore dei bambini e dei bagnanti. Il delfino Bobi, così viene chiamato dalla gente del posto, si è infilato nel mare di Carin, un bacino quasi del tutto chiuso, collegato tramite uno stretto corridoio al canale di Novegradi, nell’entroterra di Zara. Anzi, per essere precisi, va detto che il mare di Carin ha una superficie di 5,7 chilometri quadrati, si trova 30 chilometri a Est di Zara ed ha una profondità media di 12 metri. In questo “mare” che entra profondamente nella terraferma, il nostro Bobi si è infilato probabilmente perché attratto dai cefali che qui sono parecchio numerosi. La gente ha subito adocchiato il mammifero mentre nuotava a pochi metri dalla riva e i più coraggiosi gli si sono avvicinati, toccandolo anche e senza la benchè minima reazione del delfino, un esemplare adulto e solitario. Col trascorrere dei giorni, anche i bambini hanno voluto nuotare per gioco nelle immediate vicinanze di Bobi, diventato il beniamino dei bagnanti, fotografato e filmato da parecchie persone.

Croazia: il delfino Bobi nuota fra i bagnanti

A farsi vivo è stato però l’istituto di ricerca e tutela del mare Plavi svijet (Mondo blu in italiano), con sede a Lussingrande e che da decenni si occupa della colonia di delfini – circa 150–200 esemplari – presenti nelle acque di Lussino. Gli esperti di Mondo blu hanno diffuso un comunicato in cui hanno invitato i bagnanti e le altre persone a non importunare il delfino Bobi, a non toccarlo o, peggio, a non farfgli male. «L’interazione con i delfini – così nel comunicato – va evitata. Sono animali che possono essere lunghi 3 metri e pesanti anche 250 chili. Vanno quindi lasciati in pace e non toccati».

 

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