«Il futuro del Pdl? Ricompattarci su Tondo»

TRIESTE. È un superstite, e lo sa. Ma non si sente solo: «Alle spalle ho amici stretti, Piero Camber su tutti. La sua assenza in Consiglio, sul piano umano, mi costerà». Bruno Marini è l’unico pidiellino di Trieste sopravvissuto alla bufera degli ultimi due mesi: dalla questione rimborsi alla sconfitta elettorale.
Proprio il voto di Trieste è stato particolarmente nefasto per Tondo. Che cosa è successo?
Questione molto complessa. Innanzitutto la città vive una crisi economica drammatica. Gli effetti si erano già visti a febbraio, con un forte voto di protesta per i grillini. Pure alle regionali la giunta Tondo è risultata penalizzata.
Ma come spiegare che la sfidante Serracchiani batte a Trieste l’uscente Tondo con ben 10 punti di scarto?
Secondo me ha attecchito una campagna strumentale e falsa che ha accusato il presidente di essere preoccupato esclusivamente delle esigenze del Friuli.
Qualche esempio?
Le vicende del rigassificatore e della riqualificazione di Cattinara sono state giocate da certi ambienti in chiave esclusivamente anti-Tondo.
Neanche un “mea culpa”?
Negli ultimi due anni il governatore ha forse trascurato un po’ la città. Al tavolo della Ferriera è stato corretto mandare l’assessore Savino, ma non sarebbe stato male vedere ogni tanto anche Tondo.
Più in generale quali i motivi della sconfitta?
Il calo drammatico dell’affluenza, una prospettiva anticipata pure da Silvio Berlusconi nel comizio di Udine. È fisiologico che l’elettorato moderati paghi di più questo fattore e non ne siamo risultati immuni nemmeno stavolta.
Tutto qui?
C’è dell’altro. Non abbiamo saputo comunicare. Né Tondo né l’intero centrodestra. Un peccato visti i risultati di un governo capace di portare a casa tra l’altro il taglio dei consiglieri, la riduzione delle Ater, la riforma sanitaria, interventi concreti sul lavoro. Dispiace anche che, circa un anno fa, il gruppo consiliare abbia accolto con sorrisini la mia proposta di affidarci a un tecnico della comunicazione.
Il segretario Isidoro Gottardo, dopo Trieste, ha perso le elezioni in Friuli Venezia Giulia. È a rischio?
Assolutamente no. Sommando i voti del Pdl a quelli della civica per Tondo, una costola del partito, siamo al 30%: un risultato fantastico. Gottardo ha lavorato tanto e bene. Quello che continua a mancare è però un’organizzazione. Ai seggi non avevamo nemmeno gente che ci sapesse comunicare le preferenze.
Il futuro immediato?
Ci dobbiamo compattare attorno a Tondo. Sono ben contento di averlo sentito carico e pronto ad assumere il ruolo di leader dell’opposizione.
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