Il gemellaggio con Gallipoli si è rinnovato “via etere”

Gemellaggio via etere tra Monfalcone e Gallipoli, a conclusione delle manifestazioni organizzate in occasione del 12° anniversario della collaborazione culturale fra le due comunità: i “gallipolini” furono tra i primi immigrati in città per lavorare nel cantiere navale e costituiscono tutt’ora, dopo generazioni, un gruppo molto solidale. Nella mattinata di ieri c’è stato un collegamento via radio dalle sede dei radioamatori dell’Ari Monfalcone nella struttura comunale della Protezione civile, dove gli amministratori dei due paesi si sono scambiati attestazioni di stima per gli ottimi rapporti intercorsi in tutti questi anni. Per Monfalcone era presente l’assessore alla Cultura Paola Benes, mentre da Gallipoli c’era il neoeletto sindaco Francesco Errico, messi in contatto dai radioamatori gallipolini, che avevano allestito per l’occasione una tenda nell’area pedonale, e da quelli monfalconesi.
Alla singolare iniziativa c’era anche una delegazione dell’associazione dei pugliesi “Il Trullo” nata a Monfalcone 22 anni fa guidata dal presidente Michele Jacobellis, poi il presidente dell’Ari Fvg Lucio Colautti e dalla Puglia il responsabile dell’Ari Lecce Icilio Carlino. Il primo collegamento ha riguardato i saluti tra il presidente del “Trullo” Jacobellis che ha sottolineato la massima collaborazione anche con la precedente giunta fra Gallipoli e Monfalcone. Poi hanno preso la parola i due amministratori. Il sindaco di Gallipoli Errico ha ringraziato a nome di tutta la cittadinanza l’assessore Benes per le testimonianze di amicizia verso i cittadini pugliesi, sperando che i due sindaci si incontrino al più presto, magari nelle prossime manifestazioni del gemellaggio. Da parte sua l’assessore Benes ha ricordato le tante iniziative promosse tra i due Comuni e che continueranno anche in futuro.
«È stata un’esperienza bellissima – ha commentato l’assessore Benes – contattare altre persone attraverso la radio che non ha niente a che fare con il telefonino. Sembra un altro mondo». Il collegamento radio di ieri viene considerato anche come un primo test italiano del futuro progetto dell’Ari nazionale intitolato “La Radio in Comune” che prevede l’installazione in ogni Comune di una stazione radio da utilizzare durante le emergenze o in caso di calamità.
Ciro Vitiello
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