La Dag di Gorizia cambia orari: aperta soltanto pomeriggio e sera per tutta l’estate

Da giugno a settembre sarà visitabile 7 giorni su 7 mentre la mattina resterà chiusa. Nel week end le proiezioni fino alle 23 sempre con ingresso gratuito

Marco Bisiach

In attesa di entrare, presumibilmente a breve, nella top ten delle attrazioni più visitate in Italia, la Digital Art Gallery di Gorizia si prepara alla bella stagione e, di conseguenza, al periodo più intenso dell’anno per quanto riguarda l’arrivo di turisti e comitive. Lo fa ampliando il proprio calendario di aperture, per accogliere ancor meglio cittadini e visitatori nei mesi che abitualmente sono quelle delle vacanze, nel nostro Paese ma non soltanto.

Così nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, la galleria rimarrà aperta tutti i giorni, offrendo la possibilità di vivere l’esperienza immersiva sia nelle ore pomeridiane sia durante le serate estive. Non un dettaglio, visto che con l’innalzamento delle temperature sempre più persone spostano le loro uscite fuori porta alla sera, subito prima o anche subito dopo cena.

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La nuova Galleria Bombi a Gorizia (Tibaldi)

In questo modo, la Dag può diventare anche un’ottima “scusa” per ingannare l’attesa prima di sedersi al tavolo di uno dei ristoranti o dei bar del centro cittadino, oppure un appendice ad una cena in compagnia.

I dettagli

Entrando più nel dettaglio del nuovo calendario di aperture di quella che fu la Galleria Bombi, dal lunedì al venerdì gli spazi del data tunnel saranno visitabili dalle 15 alle 21, mentre il sabato, la domenica e nei giorni festivi l’orario sarà esteso dalle 14 alle 23. Con il calare del buio, peraltro, le installazioni digitali della galleria e in questo caso l’opera di Refik Anadol danno il meglio di sé, con le atmosfere luminose e sonore che acquisiscono una particolare intensità suggestiva.

L’ingresso resterà ovviamente gratuito, su prenotazione (che richiede davvero pochi passaggi e pochi istanti sul portale web dedicato), con tutte le informazioni che possono essere ottenute visitando i siti dell’Erpac Fvg o quello di PromoTurismoFvg.

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Il cui nuovo sportello goriziano, del resto, si trova proprio in piazza Vittoria, ad appena poche decine di metri da uno dei due ingressi della Dag. Digital Art Gallery che, oltre ad essere un concentrato di tecnologia, è anche un luogo da record. Si tratta della struttura più grande d’Europa, nel suo genere, con 1000 metri quadrati di parete led curva di ultima generazione, capace di registrare già centinaia di migliaia di visite dalla sua apertura, e di trainare il turismo goriziano. Perchè chi arriva per ammirare la galleria e l’opera di Refik Anadol, uno tra i principali artisti contemporanei nel campo della digital art e dell’uso dell’intelligenza artificiale, poi approfitta ovviamente per salire al castello e ammirare il suo borgo, scoprire i musei e molto altro che Gorizia (con la vicina Nova Gorica) può offrire.

Gli arrivi

Si sono registrati arrivi da tutta Italia ma anche dal resto d’Europa, appassionati del genere che hanno preso l’aereo direttamente dal Regno Unito o dalla Germania, dalla Francia o dalla Spagna proprio per vedere il nuovo gioiello fortemente voluto dalla Regione in quello che era un vecchio tunnel cittadino, proiettato nel futuro.

E su quanto l’amministrazione regionale continui a puntare sulla Dag, è stato molto chiaro nelle scorse settimane anche il presidente Massimiliano Fedriga, ricordando come nell’anno di GO!2025 il turismo sia aumentato nel capoluogo isontino del 25%, e come l’afflusso di persone sia più che raddoppiato dal 2019 ad oggi, facendo registrare un +118%. Anche, ovviamente, per merito della Digital Art Gallery, «che entro la fine di questo 2026 potrebbe entrare tra le prime dieci attrazioni turistiche italiane», aveva detto Fedriga.

Una volta terminata la prestigiosa esperienza dell’opera di Anadol, poi, la Regione ha già previsto di attuare opere di ampliamento delle installazioni digitali, con la galleria che farà segnare ulteriori record, e ospiterà poi il primo festival europeo dell'arte digitale, coinvolgendo artisti da tutto il mondo ed esponendo le opere vincitrici all'interno della Dag.

Che, intanto, continuerà anche con i nuovi orari ad essere tappa fissa per i turisti e i cittadini desiderosi di vivere qualcosa di inedito nel cuore della loro Gorizia. Entrare nella galleria – che oggi è molto diversa come la si ricorda in passato – significa immergersi per qualche minuto in un mondo onirico, tra colori, forme e suoni che mutano di continuo.

Refik Anadol si è basato su migliaia e migliaia di immagini digitali che ritraggono fiori, piante, alberi e tanti altri elementi naturali, che poi l’intelligenza artificiale ha rielaborato in geometrie, composizioni e suggestioni che cambiano di continuo.

La Dag è diventata in poco tempo virale, perfetta per brevi video o immagini da postare sui social, e di fatto ogni visita è diversa dalla precedente, perché si possono cogliere elementi nuovi.

 

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