Il jazz trascina il turismo sold out in bar e ristoranti

CORMONS. Un'edizione da seimila presenze, il tutto esaurito a ogni concerto, ristoranti sempre pieni e un aumento consistente dei turisti austriaci rispetto alle scorse edizioni. Dalla tedesca Lipsia all'italianissima Puglia, il festival Jazz&Wine of Peace ha portato a Cormons appassionati di musica davvero da tutta Europa: «Abbiamo avuto presenze anche dalla Francia, oltre che dalla Germania, ma il dato più importante riguarda gli austriaci - spiega Fulvio Coceani di Controtempo, l’associazione che da anni organizza l’evento - che sono aumentati esponenzialmente rispetto agli ultimi anni: una cifra precisa sull'incremento non l'abbiamo al momento, ma dai primi conti i numeri sono aumentati di molto». Ciò che è certo è il dato finale sulle presenze: seimila in tutto in una settimana ricca di eventi, concerti, fotografia, mostre “round midnight” nei locali del centro di Cormons.
E l'entusiasmo era palpabile in questi giorni in cui Cormons brulicava di turisti, e la lingua più parlata nei bar non era l'italiano, ma il tedesco, seguito a ruota dall'inglese. E proprio perché i visitatori germanofoni erano tantissimi, trovare posto nei ristoranti era una vera e propria impresa: c'è chi, volendo prenotare due posti in un locale del centro per la serata di venerdì 23 (il giorno in cui si esibiva il sassofonista statunitense Chlarles Lloyd), non ha potuto vedere esaudito il proprio desiderio. «Purtroppo in questi giorni abbiamo avutio talmente tanti turisti nelle ore precedenti ai concerti - la spiegazione dei titolari dei ristortanti cormonesi - che non possiamo assicurare delle prenotazioni fino al momento in cui c'è l'evento serale: le accettiamo solo per orari successivi al via dei concerti».
«E le richieste per un posto ai concerti erano talmente tante che quasi a tutti gli eventi siamo stati costretti a lasciare fuori delle persone - allarga le braccia Coceani - avendo fatto sold out». Quindi i numeri avrebbero potuto essere ancor più alti, anche se chi non trovava posto a un concerto correva a prenotare quello successivo: chi non riusciva a entrare da una parte, insomma, si affrettava a prendere per tempo posto da un'altra». Riuscitissima, manco a dirlo, la collaborazione con le aziende agricole del territorio: da Borgo San Daniele ad Angoris, da Keber alla Tenuta Villanova, da Jermann al Castello di Spessa: «E ne abbiamo diverse che ci chiedono di poter ospitare il prossimo anno delle serate: ecco perché stiamo pianificando - aggiunge Coceani - di allungare la durate dell’evento oltre gli otto giorno in modo da poter accontentare le tante richieste che ci arrivano». Il clima, particolarmente favorevole e soleggiato, ha poi indubbiamente aiutato, anche se è stata la qualità dell'offerta musicale a fare da calamita: «Nomi di richiamo come Charles Lloyd, Paolo Fresu, Stanley Clarke e la sua band o Kenny Garrett, solo per citare alcuni artisti ospiti, sono stati di grande importanza: c'è stato un altissimo livello artistico a tutti gli eventi, gli spettatori sono stati molto contenti», chiude Coceani. E c'è un'ulteriore idea per la prossima edizione: «Probabilmente anticiperemo il concerto finale alla domenica pomeriggio: più di qualche appassionato infatti non ha potuto presenziare al concerto concluso di Kenny Garrett, perché doveva tornare a casa dovendosi fare diverse ore di auto».
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