Il lago di Doberdò attende i soccorsi

Confermato lo stanziamento di 86 mila euro, ma non sono ancora chiare le strategie per salvarlo

DOBERDÓ DEL LAGO. Arrivano i soldi ma ci sono molte ombre sulle strategie da avviare per salvare il lago di Doberdò ed evitare che possa scomparire nelle viscere del sottosuolo. Da un lato, infatti, è stato appena confermato il finanziamento di 86 mila euro, come indicato da Luca Zini, docente del Dipartimento di Matematica e Geoscienze, impegnato con il Consorzio di bonifica della Pianura Isontina per lo studio del percorso “idraulico” del movimento sotterraneo delle acque. Dall’altra, invece, Legambiente Circolo Ignazio Zanutto di Monfalcone, contesta la lentezza degli enti coinvolti, perché non è stato ancora formalizzato l’organo gestore che vede protagonisti i Comuni di Monfalcone, Doberdò e Ronchi che dovrà seguire l’iter dell’opera. Con il contributo regionale, infatti, parte il progetto delle verifiche idrogeologiche sul movimento sotterraneo delle acque del lago carsico che vede nelle collaborazioni l’Università di Trieste con il professor Alfredo Altobelli Dipartimento di Scienze della Vita, Luca Zini docente del Dipartimento di Geoscienze, il Comune di Doberdò con il sindaco Fabio Vizintin e il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina con Enzo Lorenzon.

«Parte essenziale di questo primo intervento – afferma Zini – dovrebbe essere a carico del Consorzio di bonifica per le questioni legate della circolazione nel sottosuolo delle acque. A breve si comincerà a studiare il problema prima di creare un eventuale sbarramento a valle per frenare l’inghiottimento dell’acqua. Qualsiasi opera che verrà effettuata, dovrà avere la garanzia di non interferire con i laghi carsici delle Mucille e di Pietrarossa». Legambiente aveva proposto un “decalogo” da osservare. Oltre all’analisi idrodinamica del sistema, il monitoraggio qualitativo dello stato dei laghi di Doberdò e Pietrarossa, la verifica idrogeologica per realizzare una paratoia regolabile per rallentare il deflusso delle acque a valle costruendo tale “soglia” a Sablici-Pietrarossa in modo tale da mantenere, almeno in estate, un livello d’acqua più elevato nel lago di Doberdò. Proposte concordate con la Regione, in collaborazione con l’Università di Trieste, il Comune di Doberdò e il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina.

Nel finanziamento è proposto anche uno studio sulla presenza delle libellule come bioindicatori della qualità ambientale e la riqualifica dei boschi lungo il perimetro del lago. Sono inoltre previsti il controllo della biomassa vegetale, la lotta alle specie vegetali alloctone invasive, la conduzione di periodici interventi di eradicazione-controllo e limitazione delle specie vegetali aliene maggiormente impattanti, la risistemazione della sentieristica e cartellonistica per valorizzare e potenziare l’attrattività della zona dal punto di vista didattico-naturalistico e turistico nel rispetto delle peculiarità ambientali e la verifica dello stato della struttura del Paludario valutando l’ipotesi di un suo abbattimento. Fra le altre iniziative vengono indicate azioni di contenimento con il taglio turnato del canneto di fragmite e il successivo conferimento delle canne al gruppo dei “casonari” di Marano Lagunare da utilizzare per la manutenzione dei “casoni”.

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