Il Pd avverte Cisint sul progetto A2A «Dice di no a investimenti e lavoro»

Mi offende, perché ha paura. In spinta sintesi, Diego Moretti, la pensa così. E dopo la «reazione, del tutto sguaiata e fuori luogo, condita dalle solite false accuse» che «dimostrano le difficoltà», al sindaco Anna Cisint il capogruppo regionale e segretario provinciale del Pd chiede su A2A: «Perché dire di no a 500 milioni di euro di investimenti a Monfalcone nei prossimi due anni, con la prospettiva di creare un centinaio di nuovi disoccupati?». E ancora: «Ha un’alternativa della stessa portata? Il sindaco, invece di accusarmi, risponda a questo». Figurarsi se non replicherà. Da un anno, infatti, Cisint sostiene che, lasciando spazi al porto, portando la crocieristica, potenziando la nautica da diporto, dal cilindro sarà capace di tirare fuori altro che cento posti: ben di più.
Ma la partita sulla Monfalcone che verrà, pure da un punto di vista occupazionale, tiene banco. E sull’escavo Moretti non accetta quelle che definisce intimidazioni. «Lascio stare gli squallidi riferimenti personali e professionali che il sindaco ha voluto fare nei miei confronti perché rappresentano il classico atteggiamento di chi è debole, ha paura del confronto e non accetta il dissenso – attacca –. Accusarmi di “remare contro” lo sviluppo del territorio non sta in piedi. Sull’escavo ho detto, e ribadisco, che dopo 23 anni di continui tira e molla tra enti, un parere molto circostanziato del provveditorato delle opere pubbliche che di fatto impone un nuovo progetto, la mancata consegna delle aree e per aggiungerci le costanti “attenzioni” da parte della Procura, l’incontro romano non ha risposto a nessuna delle questioni in campo». Quindi «di fronte al rischio serio di dover cambiare progettazione e far ripartire l’iter dell’escavo da zero ho ritenuto corretto porre il tema, visti i tempi ancora indefiniti» e cioè: «Forse i 16 milioni della Regione andrebbero svincolati da subito a favore di altri interventi per Portorosega». Mentre sulla «ZLS, che forse conosco meglio di lei», Moretti rammenta come «lo strumento sia nato con il governo Gentiloni e il primo atto in Regione frutto di una delibera di giunta del 2018»; di più: «Come Pd – dice – stiamo seguendo l’argomento da allora, sollecitando la Regione a intervenire, tant’è che a luglio 2020, su mia iniziativa, è stata approvata all’unanimità una mozione, la 185, che prevede per il Fvg l’attivazione della zona logistica semplificata: tema che sarà portato con il Recovery plan della Regione». «Di tutto – termina Moretti – mi si può accusare, non certo di “remare contro” lo sviluppo del territorio».
Ma su A2A interviene anche Legambiente, bocciando le integrazioni alla Via della centrale: «Oggi ogni nuovo investimento nel gas naturale è una sottrazione di risorse alla transizione energetica, alle fonti rinnovabili e a scapito dello sviluppo economico e del futuro del paese». Ancora: «Le integrazioni non affrontano il problema di fondo, cioè l’assoluta necessità di imprimere una svolta al modo di produrre energia in Italia». Legambiente rileva si debbano escludere nuove realizzazioni di centrali a gas naturale, evitando, al contempo, «operazioni di dubbia efficacia come quelle di addizionare il gas con percentuali di idrogeno che, nel caso locale, sembrano più un tentativo di acquisire accettabilità a livello politico e sociale che un credibile piano». —
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