Il Pd regionale apre il cantiere delle primarie

TRIESTE. A dieci giorni dall’assemblea del Pd che l’ha partorita, la commissione per il regolamento delle primarie interne dei democratici inizia a lavorare. Oggi alle 17 a Udine è in programma la prima riunione del gruppo tecnico che unisce le anime del Pd: dall’area della segreteria regionale ai bersaniani, dal capogruppo in Consiglio ai veltroniani.
Il “pigia-pigia” delle correnti
Non manca proprio nessuno dopo una settimana di “pigia-pigia” come l’ha definita Mauro Travanut. Ieri Tarcisio Barbo, presidente dell’assemblea del Pd Fvg, ha dettato una nota nel nome della trasparenza. Contiene i componenti della commissione, a rappresentare tutte le correnti, quelle che Barbo chiama «diverse sensibilità presenti nel partito». E così, in ordine alfabetico, ecco Marco Cucchini (anima movimentista di Marino, in regione c’è Rino Battocletti), Maurizio Di Matteo (indicazione di Franco Brussa, corrente Gentiloni), Fabio Gri (Moretton), Gianluca Masotti (per Alessandro Maran e Alessandro Tesini), Ferdinano Milano (espressione bersaniana), Gianfranco Patuanelli (Serracchiani), Annamaria Poggioli (le donne del Pd). Sono in otto, Barbo compreso.
L’iter accelerato
Nella riunione odierna, anticipa il presidente dell’assemblea regionale, «individueremo i punti che saranno oggetto di normativa agli effetti dello svolgimento di queste primarie di partito che, in quanto tali, presentano anche una loro interessante specificità». L’intenzione è «arrivare, possibilmente entro la fine di questa settimana, a proporre e condividere con il gruppo la prima bozza di regolamento, che sarà discussa e approvata prima in direzione e poi in assemblea».
Una “primizia” nazionale
Ancora da parte di Barbo c’è la sottolineatura della «forte responsabilità di coinvolgere l’intero gruppo in un compito che, proprio perché non gravato da incombenze decisionali, aiuti a rendere visibile e credibile il partito nei confronti della vocazione di partecipazione e apertura che il Pd Fvg intende mostrare, primo in Italia, nella scelta del candidato alla presidenza della Regione».
Il nodo delle regole
La “squadra” democratica sembra dunque stringere i tempi per definire un regolamento che consenta entro l’estate di raccogliere l’elenco delle candidature alla selezione interna, un passaggio che, al momento, ha fatto fare più di un passo indietro rispetto alle prime annunciate discese in campo. Saranno proprio le nuove regole a far dire «sì» oppure «no» ai vari papabili. È in attesa Maran, per esempio. Ma pure Moretton ha chiarito: «Un conto è se al voto andranno gli over 16 con il deposito di un euro, come alle primarie del 2009, un altro è che si stabilisca di far partecipare solo gli iscritti a un albo. A una consultazione “truccata” in questo modo non ci starò di certo».
Un manifesto per gli sfidanti
Restano da definire anche i paletti sull’elettorato passivo: in pista solo gli iscritti del Pd o anche i non iscritti? E, in questo secondo caso, con quale criterio di iscrizione? Quel che sembra già certo è che verrà chiesto ai candidati di sottoscrivere un manifesto di valori comuni nel partito.
Il “ni” della Serracchiani
Tutto questo mentre continua a circolare la voce, quella della Serracchiani disposta a sfidare Renzo Tondo, che cambierebbe totalmente il quadro. La segretaria ha in realtà smentito che la sua eventuale candidatura possa modificare l’iter verso le primarie ma è chiaro che il suo nome metterebbe d’accordo più o meno tutti. Da più parti del Pd si continua a ripetere che la miglior carta da giocare per la riconquista della Regione è quella dell’europarlamentare che ha scalato in fretta le gerarchie e ha più visibilità di tutti. Ivano Strizzolo è uno dei tanti aficionados. «L’ho sempre detto – ripete il deputato friulano –: come dicono i sondaggi, Debora è la candidatura più forte che il Pd e il centrosinistra possono iscrivere alla corsa. Certo, non lo possiamo imporre e non ci possiamo nemmeno permettere che lei non sia convinta. Dopo di che, mentre andiamo avanti nel percorso verso le primarie, sappiamo che c’è tempo fino all’ultimo minuto per fare una scelta così importante».
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