Il Pd sui bar assegnati dalla Git: «I due assessori si dimettano»

GRADO. Il Pd di Grado attende le dimissioni dei due assessori, quello ai lavori pubblici, Riccardo Ronchiato, e quello alle attività produttive e allo sport, Andrea Felluga, che si sono aggiudicati...

GRADO. Il Pd di Grado attende le dimissioni dei due assessori, quello ai lavori pubblici, Riccardo Ronchiato, e quello alle attività produttive e allo sport, Andrea Felluga, che si sono aggiudicati la gestione di due bar, uno ciascuno, della spiaggia principale gestita dalla Git.

«Un tanto - afferma il Pd - a dimostrazione che esiste ancora la “bella politica”, anche se non siamo così ingenui da pensare che queste saranno formalizzate con buona pace della pubblica opinione che pretende ben altri comportamenti dai propri amministratori».

I pidiessini gradesi si sono chiesti, infatti, che lezione si debba trarre da quella che definiscono “l’incredibile vicenda” dei due assessori che si sono aggiudicati la gestione dei due bar. «Ricordiamo – dice il Pd - che la Git è una società partecipata dal Comune di Grado oltre che dalla Regione e dalla Camera di commercio. Ricordiamo anche che il Comune è rappresentato nel consiglio di amministrazione da due consiglieri nominati dal sindaco, d'intesa con la giunta di cui fanno parte i due assessori. La lezione che si trae è che questa è un’azione ripugnante sotto il profilo morale e politico».

In questa vicenda, sempre secondo i referenti del Partito democratico locale, si scorge qualcosa che assomiglia molto alla complicità, “a una sorta di interesse che si intreccia con una politica talmente tollerante che conferma una condizione di continuo e inarrestabile degrado”.

Sempre il Pd afferma che, anche se il bando era trasparente e la gara pubblica, è difficile non percepire una sorta di disagio in una vicenda in cui l'opinione pubblica avverte la mancanza di purezza e l'assenza totale di stile.

«Probabilmente non si ravvisa incompatibilità sotto il profilo strettamente giuridico – evidenzia ancora il Pd - ma a nessuno sfugge l'inopportunità, non solo politica ma anche morale, di una simile azione. Con questa mossa i due assessori dimostrano di non conoscere i valori della correttezza nei confronti degli elettori che si aspettano dai loro rappresentanti un’assoluta dedizione al bene pubblico, scevra da sospetti e chiacchierati interessi privati». (an.bo.)

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