Il persecutore di Pironti patteggia sei mesi

L’avvocato triestino Paolo Pironti, lo spacciatore di cocaina arrestato a luglio dopo un rocambolesco inseguimento in auto a Barcola con tanto di spari esplosi dalla Squadra mobile, aveva davvero un persecutore. Che diceva di volerlo uccidere. È il quarantanovenne Fabio Polese, un ex meccanico e dj per hobby che nel maggio del 2004 era finito in un’inchiesta su un traffico di coca con la Croazia.
Dunque quello che fino a qualche settimana fa era soltanto un sospetto, frutto di una denuncia sporta dallo stesso Pironti, ora è una certezza: il caso Polese, su cui il pm Maddalena Chergia aveva aperto un fascicolo per atti persecutori, in questi giorni è approdato dal gup Luigi Dainotti. L’imputato, difeso dall’avvocato Laura Luzzato Guerrini, ha patteggiato 6 mesi di condanna.
Pironti, che da tempo si muoveva nel pericoloso mondo dello spaccio, si sentiva minacciato da Polese. Non è chiaro cosa ci fosse di mezzo tra i due, ma l’avvocato triestino nella sua denuncia ha affermato che Polese, durante un incontro (risale a settembre dell’anno scorso), avrebbe riferito a certe «comuni conoscenze» l’intenzione di ucciderlo, «spaccargli la bocca», «picchiarlo» e che «voleva mandare qualcuno a casa sua a sistemarlo». Minacce che sarebbero state postate anche su Instagram. Messaggi talvolta accompagnati da video e da fotografie della strada di accesso dell’abitazione di Pironti.
L’avvocato-pusher era diventato insomma un bersaglio. E aveva paura. Tanto da decidere di fare denuncia. Una denuncia che però si è rivelata un boomerang: per capire cosa stava dietro a quelle minacce gli inquirenti avevano messo gli occhi su di lui, scoprendo il suo giro di spaccio. Quel giorno di luglio, a Barcola, la Mobile era proprio sulle tracce di Pironti.
Nella stessa indagine che ha portato al patteggiamento di Polese, figura anche un’altra vittima degli atti persecutori del quarantanovenne: il quarantaseienne triestino F.B., peraltro il proprietario del Suv bianco su cui Pironti scappava a gran velocità a Barcola. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








