Il pressing social del gruppo pentastellato
A sollecitare nei giorni scorsi un cambio di rotta in materia di musica e divertimento dal vivo era stato anche il capogruppo M5s Paolo Menis. «Le attuali norme di fatto hanno reso impossibile per i locali della città organizzare piccoli eventi musicali nel periodo estivo. Proposta bocciata dal centrodestra locale, #nosepol», così scriveva sulla sua pagina Facebook lo scorso 9 luglio, pubblicando interamente anche la mozione scritta, che però non era stata considerata urgente. L’oggetto era chiaro: «Snellimento procedure burocratiche – si legge - a carico di coloro che organizzano concerti, manifestazioni e altri eventi che prevedono l’utilizzo di impianti sonori in luogo pubblico aperto al pubblico». Veniva evidenziato poi come «il procedimento amministrativo attuale – si leggeva ancora – di fatto renda estremamente complesso e antieconomico, per i pubblici esercizi, proporre nel periodo estivo un qualsivoglia intrattenimento musicale».
Tra le richieste avanzate da Menis quella, sollevata a gran voce dai musicisti, di eliminare la quota di 106 euro da versare a l’apertura di un tavolo di confronto, con artisti ed esercenti e un’altra serie di punti, condivisi poi sui social da tanti artisti e anche da alcuni locali, che hanno scelto di rinunciare alla musica quest’estate, desiderosi però di un cambiamento delle regole. Il timore del pentastellato era che nulla si sarebbe mosso prima della fine dell’estate, con il rischio di far “buttare” una stagione di lavoro per decine di artisti e operatori dello spettacolo. Gli stessi che ora attendono di conoscere nel dettaglio le novità relative alle recenti deroghe. —
M.B.
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