Il restyling del colonnato è al terzo atto: 1,25 milioni di investimento totale

il piano
Far conoscere, conservare e valorizzare quest’importantissimo patrimonio storico e culturale locale. È con quest’obiettivo che il Comune ha avviato la riqualificazione e il risanamento del colonnato monumentale del cimitero di Sant’Anna, chiaro esempio di arte neoclassica (61 le campate progettate a partire dal 1827), che si realizza ora in tre lotti d’intervento. I primi due, già ultimati, hanno richiesto 750 mila euro. Il terzo, in atto, prevede un investimento di 500 mila euro.
All’interno del suggestivo colonnato, che ricorda quelli del cimitero Mirigoj di Zagabria, sono ospitate alcune tombe di grande importanza storico-artistica, realizzate da scultori tra i più in voga fra ’800 e ’900, come Luigi Ferrari, Pietro Magni, Giovanni Depaul, Luigi Conti, Angelo Cameroni, Giuseppe Capolino, Giovanni Mayer e, appunto, Giuseppe Sanmartino.
Inaugurato nel 1825, il più importante cimitero cittadino, vero scrigno di storia e arte, aveva una forma rettangolare ed era cinto da un muro nel quale si apriva un ingresso neoclassico progettato da Matteo Pertsch. L’area era divisa da due grandi viali, per quattro riquadri, e altri vialetti affiancati a campi minori. All’incrocio dei viali principali si trova tuttora la cappella dedicata a Sant’Anna, costruita nel 1822 dall’architetto Ferrari. In alto, addossato al muro di fondo, venne costruito, appunto, il grande colonnato per ospitare le tombe dei personaggi più illustri della città.
Verso la fine del XIX secolo l’area cimiteriale non era più sufficiente e quindi fu raddoppiata con l’acquisizione di altri terreni. Furono effettuati lavori di abbellimento e di sistemazione monumentale, con la realizzazione del viale che rappresenta oggi l’asse principale, in corrispondenza delle odierne porte d’accesso.
Nel 1932 venne finalmente costruito l’ingresso monumentale progettato dall’ingegner Vittorio Privileggi, solenne nella sua semplicità.—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








