Il “Sigillo” a Cuffaro: «Trieste, città delle utopie possibili»

Roberto Cosolini ha conferito ieri all’onorevole Antonino Cuffaro - uno dei grandi vecchi della politica di casa nostra - il sigillo trecentesco del Comune. Cuffaro ha appena compiuto 80 anni, 60 dei quali dedicati all’impegno politico e sociale, militando prima nel sindacato, poi nel Pci, quindi in Rifondazione comunista e infine nei Comunisti Italiani.
Originario di Sambuca (Agrigento) ma triestino d’adozione, si è laureato in ingegneria navale e meccanica all’Università del capoluogo giuliano. Figlio di uno dei fondatori del Pci, è entrato nel Consiglio comunale di Trieste nel 1964 e vi è restato fino al 1972. Eletto consigliere regionale, diventa quindi segretario del partito in Friuli Venezia Giulia all’epoca delle discussioni sul confine con la Jugoslavia e infine approda in Parlamento nel 1976. La sua carriera politica prosegue nell’ala comunista, raggiungendo il picco con l’incarico di sottosegretario alla Ricerca nei governi D’Alema e Amato. Personaggio fondamentale nella promozione della Trieste scientifica, nel ricevere il riconoscimento dal sindaco ha sostenuto che «Trieste è una città dove a volte sono realizzabili anche le utopie. Una città che rappresenta un mix di genio e lavoro umano».
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