Il triste destino di villa Ritter rimasta orfana del Ciels
È uno strano destino quello di Villa Ritter. Un destino che contiene in sé, in modo inquietante, qualcosa di già visto.
Un passato importante e prestigioso, testimoniato dalle sue architetture, dalla sua magnificenza e da un parco rigoglioso, poi l’abbandono ed il degrado arrivato sin quasi alla devastazione. E ancora il recupero – costato alle casse pubbliche un investimento di poco meno di tre milioni di euro – e una seconda vita come sede di un’università, il Ciels, che era di fatto il terzo ateneo presente in città. E infine, oggi, l’oblio che torna a calare sulla grande struttura immersa nel verde a Straccis.
Per capirlo basta arrivare davanti al portone d’accesso al parco che custodisce la villa, dove fa ancora bella mostra di sé la targa con le insegne del Ministero dell’università e della ricerca scientifica e la dicitura “Scuola superiore universitaria per mediatori linguistici – Ciels”. Solo che ora la scuola non c’è più e il portone resta desolatamente chiuso, con tanto di evidente catena con lucchetto. Alle sue spalle non sfugge l’erba ormai alta e la vegetazione che, un po’ alla volta, si sta riprendendo ciò che l’uomo aveva tolto, mangiandosi il viale d’ingresso, i faretti dell’illuminazione. Poi le reti, posizionate per impedire l’accesso alle zone del parco che non erano state messe in sicurezza, e che oggi stanno già cedendo, forse anche sotto il passaggio di qualche vandalo. E non è difficile immaginare che i segni del tempo e del degrado inizino a vedersi anche sull’edificio, e non solo nel parco circostante. «Tutto ciò che viene sottratto all’uso quotidiano e all’ordinaria manutenzione, si sa, rischia di finire male – osserva Camilla Soffiati, del Comitato quartiere Straccis –, e gli esempio in tal senso purtroppo in città non mancano. Il nostro timore è che lo stesso possa accadere anche a Villa Ritter. Anche per questo da tempo il nostro comitato auspica che quell’edificio possa essere messo a disposizione della comunità, magari come sede di attività sociali, dell’infermiere di comunità o di associazioni, punto di riferimento per conferenze, incontri e molto altro». Il comitato in passato aveva pensato anche di poter utilizzare come sede la vecchia struttura del Dopolavoro Safog, posta proprio all’ingresso del parco di villa Ritter, che però oggi è del tutto disastrata. La villa, invece, ha l’enorme vantaggio di essere di fatto pronta, senza bisogno di lavori. «Non è un mero dettaglio – dice anche l’ex presidente del consiglio di quartiere Vito Conighi –, e credo che mettere l’edificio a disposizione di alcune associazioni, pur con tutti gli scrupoli ed i controlli del caso, sarebbe una buona idea. E andrebbe valorizzato pure il parco, che, da quel che mi risulta, vanta la presenza di specie di piante e alberi di un certo pregio. Sarebbe un peccato che tutto questo, con gli investimenti fatti nel recente passato, andasse perduto». —
M.B.
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