Imec, un corridoio per unire Italia e India: «Il governo crede nel progetto»
L’incontro del Trieste Summit e l’apertura dell’ufficio consolare lanciano l’evento in Porto Vecchio

L’apertura del consolato onorario d’India a Trieste con la visita dell’ambasciatrice Vani Rao e il convegno dell’associazione di operatori portuali Trieste Summit hanno inaugurato la due giorni dedicata al corridoio commerciale Imec (India, Medio Oriente, Europa), che culminerà oggi con l’evento organizzato in Porto vecchio, alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un appuntamento, quest’ultimo, che vuole unire simbolicamente le due dimensioni della Via del Cotone: quella marittima rappresentata dall’Imec e quella di terra, che stamattina troverà il suo focus nella celebrazione dei trent’anni dell’Iniziativa Centro europea, che aggrega i paesi dell’area mitteleuropea e balcanica.
Nell’apertura dell’incontro promosso da Trieste Summit all’hotel Savoia, l’ambasciatore Francesco Maria Talò, inviato speciale Imec per l’Italia, ha sottolineato l’importanza di «mettere insieme leader di istituzioni, economia e think tank, lavorando per tracciare alternative sulla mappa. Il governo è impegnato, a cominciare dalla presidente Meloni: vogliamo integrare i paesi dell’Europa centrale e perciò abbiamo unito l’evento sull’Imec alla celebrazione dell’Ince. Trieste è il perfetto punto di incontro per mettere le due iniziative in connessione».
Fra i saluti istituzionali, quello del sindaco Roberto Dipiazza, che ha descritto Trieste come «porto d’Europa e punto nevralgico di scambi decisivo per i traffici a lunga percorrenza e inframediterranei». E se l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha ricordato come «Trieste serve numerosi paesi senza sbocco al mare», il senatore della Lega Marco Dreosto ha rimarcato che «l’Imec è un valore aggiunto per il territorio e il paese». Per la senatrice Pd Tatjana Rojc, «Trieste ha nel suo Dna la vocazione internazionale, ma l’Italia deve risolvere la questione dell’extradoganalità del porto franco». L’eurodeputata leghista Anna Cisint ha ricordato «la natura di porta d’Europa di Trieste» e l’importanza di garantire «soluzioni alternative su trasporti, energia e dati».
Il presidente dell’Autorità portuale Marco Consalvo ha riconosciuto l’Imec come «grande prospettiva nel medio periodo ma dobbiamo andare spediti con le scelte infrastrutturali, a cominciare dall’ampliamento ferroviario attraverso la stazione di Servola. E poi ci sono gli ampliamenti dei terminal, che evidenziano la vocazione internazionale del porto: i danesi di Dfds, i tedeschi di Hhla, il progetto del governo ungherese, i traffici con la Turchia. Serviamo una macro area europea di oltre 100 milioni di abitanti: un mercato maturo e con molte imprese».
A seguire, l’evento ha visto la presentazione delle potenzialità delle infrastrutture portuali, dalla Piattaforma logistica al sistema ferroviario dello scalo, passando per l’Interporto e il terminal ungherese in costruzione. Presenti anche rappresentanti del porto di Capodistria e di imprese intermodali come Adria Kombi, Metrans, Alpe Adria, Grampet Rail, Ferrovie serbe e Škoda Group Transportation Italia.
La giornata è cominciata con l’inaugurazione del nuovo ufficio consolare indiano a Trieste, alla presenza dell’ambasciatrice Rao e del console generale dell’India a Milano Lavanya Kumar. A tessere la tela dell’iniziativa l’ex presidente della Regione Renzo Tondo, console onorario a Trieste, che ha poi organizzato il successivo incontro con il mondo economico in Camera di commercio. Risicati tuttavia i numeri del giro d’affari con il Friuli Venezia Giulia, che esporta verso l’India merci per 315 milioni contro un import di 233 milioni. I margini di crescita sono dunque enormi. L’incontro ha visto l’ambasciatrice Rao esporre le potenzialità indiane (vedi sotto) e il console Kumar auspicare «l’unione fra Italia e India attraverso la facilitazione di incontri fra imprese e agenzie di sviluppo».
Oggi sarà la volta del vertice istituzionale in Porto vecchio. Presenti il ministro Tajani, l’omologa rumena Oana Ţoiu, il ministro di Stato agli Affari esteri degli Emirati arabi Saeed Mubarak Al Hajeri e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, oltre ai rappresentanti di Ice, Sace, Osce e Ispi. Dopo la parte introduttiva, si terranno tre sessioni a porte chiuse dedicate a infrastrutture, energia e digitale. In via riservata si incontreranno anche gli inviati speciali Imec dei paesi sottoscrittori: Trieste ospiterà così il terzo confronto tra sherpa, dopo quelli tenutosi a Nuova Delhi e Bruxelles. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo









