Tributi arretrati, zero sanzioni a chi paga: nel piano del Comune di Trieste in ballo 31 milioni

I debitori indietro con i versamenti dal gennaio 2017 potranno sanare la propria posizione in una soluzione unica o a rate

La conferenza stampa in Comune (Silvano)
La conferenza stampa in Comune (Silvano)

I contribuenti che negli ultimi nove anni sono rimasti indietro con i pagamenti delle imposte comunali come la Tari o l’Imu – un credito che sul bilancio comunale pesa per quasi 31 milioni di euro – avranno la possibilità di regolarizzare la propria situazione fiscale senza incappare in sanzioni, ma versando unicamente quanto dovuto oltre alle more e le spese amministrative, in una soluzione sola o con rate mensili.

La misura – approvata lunedì in giunta, e attesa per il voto del Consiglio comunale nella seconda metà di maggio – dà seguito alle recenti disposizioni nazionali che consentono anche ai Comuni di intervenire autonomamente con forme di definizione agevolata, per favorire la riscossione comunale (la media tra il 2017 e il 2024 è del 42,55%), ridurre i contenziosi tributari e, al contempo, andare incontro a quei cittadini rimasti in difficoltà negli ultimi anni segnati dalla pandemia e l’insorgere di due guerre.

«Il messaggio è semplice: offriamo a tutti i concittadini che non sono riusciti a pagare le tasse l’opportunità di farlo a condizioni agevolate, senza dimenticare alcuni punti fermi, nel rispetto di chi ha già contribuito», sintetizza l’assessore al Bilancio Everest Bertoli, in conferenza stampa – intitolata “Superiamo le difficoltà insieme” – con il sindaco Roberto Dipiazza e tutti schierati i capigruppo di maggioranza Stefano Bernobich (Lega), Marcelo Medau (FdI), Alberto Polacco (Forza Italia) e Roberto Cason (Idea Giuliana).

Comunicazioni dettagliate verranno recapitate da Esatto ai contribuenti interessati una volta completato l’iter consiliare. La misura riguarderà imposte comunali di varia natura (Imu, Tari, Tasi, Tarsu, Tares, Ici e Icp, l’imposta comunale sulla pubblicità) relative al periodo che va dal 1° gennaio 2017 al 30 aprile 2026 e attualmente in riscossione coattiva, non riscosse a seguito di ingiunzioni di pagamento né di accertamenti esecutivi. Parliamo di diverse migliaia di contribuenti indietro con i pagamenti dei tributi, per un totale di 30,8 milioni di euro interessi inclusi (e senza contare le sanzioni, che da sole valgono altri 10,4 milioni): un “tesoretto” che il Comune è in attesa di incassare tramite Esatto, in alcuni casi anche da nove anni.

Il principale vantaggio di chi deciderà di regolarizzare la propria posizione in definizione agevolata consisterà, come accennato, all’abbattimento delle sanzioni. I cittadini dovranno quindi versare unicamente l’imposta dovuta (nella sua interezza, senza altri “sconti”), oltre agli interessi di mora, il rimborso delle spese per le procedure esecutive e cautelari, e per le spese per l’eventuale notificazione degli atti.

L’adesione dovrà avvenire tra il 1° luglio e il 30 novembre 2026, in un’unica soluzione o tramite rateizzazione, con rate mensili di importo minimo di 100 euro ciascuna: previste fino a 18 rate per debiti tra i 100 e i 5 mila euro, fino a 36 rate per debiti tra i 5 mila e i 10 mila euro, fino a 60 rate per debiti tra i 10 mila e i 20 mila euro, fino a 72 rate mensili per debiti oltre i 20 mila euro. Non è previsto l’obbligo di fideiussione, mentre non sono ammesse “definizioni parziali”: il contribuente dovrà infatti regolarizzare l’intero debito. Escluse, da questa possibilità, le procedure di pignoramento già in corso presso terzi.

I contribuenti con contenziosi ancora pendenti (attualmente Esatto conta 125 cause ancora aperte) non riceveranno una comunicazione individuale, ma saranno loro a dover presentare domanda per accedere alla definizione agevolata, a patto di rinunciare alle controversie in corso. Chi, invece, beneficia già di un piano di rateizzazione dovrà avviarne uno nuovo (quanto già versato, però, non verrà restituito o ricalcolato). Eventuali ritardi o mancati pagamenti comporteranno la decadenza dall’agevolazione e il ripristino del debito originario, perdendo quindi lo “sconto” delle sanzioni. —

 

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