In cinquecento alla pastasciutta antifascista

Circa 500 persone hanno partecipato alla grande festa della Pastasciutta antifascista, seconda edizione.
L’appuntamento si è tenuto mercoledì scorso a partire dal pomeriggio nella piazza della Transalpina. «La manifestazione nasce per ricordare la caduta di Mussolini e si tiene ogni anno in oltre 100 città italiane. All’inizio ci si è concentrati sull’uccisione dei fratelli Cervi. Da noi l’iniziativa ha soprattutto lo scopo di rimarcare l’amicizia e la solidarietà con gli sloveni, per condividere insieme una giornata di festa» ha riportato Anna Di Gianantonio, storica esponente del Forum per Gorizia. Come ha poi spiegato, quest’anno l’evento è stato organizzato nella stessa piazza dove, pochi giorni fa, si è tenuta la manifestazione che ha visto la costruzione, e il successivo abbattimento, di un muro fatto di scatole di cartone.
Una barriera simbolica che ha incarnato così una frontiera reale di cui molti continuerebbero a fare a meno. Uno degli altri motivi per cui la Pastasciutta antifascista 2019 è riuscita così bene si deve anche al fatto che hanno partecipato una trentina di associazioni di tutta la regione e d’oltreconfine. Tra queste c’erano, oltre al Forum, l’Anpi (sia di Udine che di Gorizia), il Pd di Gorizia e Gradisca d’Isonzo, l’Arci, Goriska. si, Agorè, Rifondazione comunista, Kulturni dom, Casa del popolo, Caffè Esperanto, Levica, Borghi, Verdi Fvg, Potere al popolo e altri. Sono così stati montati tavoli e panche a cavallo del confine «che non c’è», oltre a una vera e propria cucina. Poi sono stati serviti, a fronte di un modesto contributo, la pastasciutta in piatti e posate biodegradabili e compostabili e il caffè offerti dalla Coop Allenza 3. 0, oltre al vino dell’azienda Lorenzon. È stato attuato un importante sforzo organizzativo, con una partecipazione che ha superato le aspettative, di cittadini italiani e sloveni, (tra cui anche quella del sindaco di Nova Gorica, Klemen Miklavic).
Nel 2018, alla prima edizione dell’evento in via Rastello, c’erano invece un centinaio di persone. La valenza simbolica della piazza, insomma, pare essere per molti ancora viva e vitale. –
E. M.
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