In Fvg indice Rt sotto l'1%. Con questi dati Trieste può restare in giallo. Venerdì deciderà il Governo

TRIESTE Il dato interessa poco le ex Province di Udine e Gorizia che in ogni caso, da sabato, entreranno per almeno due settimane in zona arancione, come da disposizioni della Regione, ma molto Pordenone e soprattutto Trieste che, invece, potrebbero restare in giallo per almeno altri sette giorni.
La bozza di monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, infatti, dice che a fronte di parametri in deciso peggioramento rispetto alla rilevazione precedente, l’indice Rt della regione è ancora sotto quota 1, esattamente a 0.92 di media con il dato inferiore fissato a 0.87.
Soltanto nel caso in cui nel monitoraggio ufficiale di venerdì il Friuli Venezia Giulia venisse considerata a rischio alto – e non moderato -, l’intera regione passerebbe in arancione e non soltanto Udine e Gorizia.
“I dati del Report 42 dell’Istituto superiore di sanità per il #Fvg – ha twittato in mattinata l’assessore Riccardo Riccardi - confermano ciò che diciamo da tempo. È necessario rivedere il sistema di valutazione. #Covid19”. Alcuni parametri in peggioramento, in fondo, li aveva già anticipati Massimiliano Fedriga nella conferenza stampa di mercoledì e parliamo, ad esempio, della percentuale di tamponi positivi escludendo il retesting salito dal 7% al 13,1%.
Il dato nel setting territoriale, inoltre, è passato dal 7,9% al 14,1%, quasi raddoppiando, e in leggera crescita sono risultati anche i positivi in ospedale che toccano quota 7,1% dal precedente 5,5%.
E se resta decisamente alta la capacità di contact tracing del Friuli Venezia Giulia – pari al 98.3% dei casi registrati -, così come è risulta essere molto rapido il tempo tra data di inizio sintomi e isolamento – sceso ad appena un giorno - , il numero dei nuovi positivi comunicati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni è balzato in avanti del 57% (la scorsa settimana era invece calato del 10,9% ndr) con un totale di 2 mila 849 casi contro i precedenti mille 815.
Detto dell’Rt, in crescita da 0.83 a 0.92, il numero dei casi riportati alla sorveglianza integrata ha fatto segnare un +17% contro il -4,6% del monitoraggio precedente, con un parallelo aumento dei focolai attivi (sono 766, erano 707), dei nuovi cluster locali (saliti a quota 369 da 246) e pure dei casi settimanali di infezione acclarata (passati da 859 a mille 19).
In controtendenza dopo settimane di discesa, infine, anche il tasso di occupazione delle Terapie intensive salito di due punti percentuali (dal 33% al 35%), esattamente come quello dei posti-letto utilizzati dai malati Covid nei reparti di area medica (dal 28% al 30%).
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