Il nuovo porticciolo di Barcola allunga la passeggiata sul mare

Concluso l’intervento di riqualificazione rallentato dal ritrovamento di ordigni. Amirante: «Sostenibilità, qualità urbana e paesaggio possono coesistere»

Lorenzo Degrassi
(fotoservizio Massimo Silvano)
(fotoservizio Massimo Silvano)

Una nuova pavimentazione drenante, 15 giovani alberature di leccio, panchine in cemento progettate per resistere alla salsedine, un sistema di illuminazione ripensato da zero e un muretto che accoglie i visitatori con la scritta “Porto di Barcola”.

Sono gli elementi che ridisegnano l’affaccio della riviera barcolana dopo l’inaugurazione ufficiale tenutasi giovedì pomeriggio alla presenza degli assessori regionali a Infrastrutture e Ambiente Cristina Amirante e Fabio Scoccimarro e del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.

L’intervento, eseguito dal raggruppamento di imprese Zanini Antonio srl di Martignacco ed Elettrica Ducale srl di Cividale del Friuli, rappresenta uno dei tasselli del più ampio processo di rigenerazione dei porticcioli della provincia triestina.

«Questo intervento, assieme ai lavori su Grignano e Duino, rientra in un progetto organico di valorizzazione della riviera – ha dichiarato Amirante –: la passeggiata tra Barcola e Miramare è una delle più belle d’Italia e per me era fondamentale portare a termine questa riqualificazione. Il nuovo porticciolo dimostra come sostenibilità, qualità urbana e integrazione paesaggistica possano procedere insieme, rafforzando il legame tra Trieste e il suo mare».

Un ringraziamento esplicito è arrivato dal primo cittadino. «Grazie alla Regione per ciò che sta facendo per la nostra riviera – ha sottolineato Dipiazza – ottima l’idea delle panchine in cemento, più durature: davanti a lavori di questo livello il sindaco non può che inchinarsi».

Scoccimarro ha rimarcato il quadro strategico dell’intervento: «La risistemazione dell’affaccio barcolano si inserisce all’interno del Progetto CoRe e non è un intervento isolato. Fa parte di una visione d’insieme che comprende le nuove scogliere frangiflutti, la cittadella dello sport e altri cantieri in corso».

Il cantiere del porticciolo si è sviluppato su due fronti. Il primo, avviato a fine ottobre, riguardava il dragaggio del fondale: la profondità è stata portata da -2,40 a -3,40 metri, ma i lavori hanno subito una doppia battuta d’arresto. Il 2 gennaio è emerso un cavidotto, mai segnalato prima, al servizio dei circoli velici.

Qualche settimana fa, invece, sono stati rinvenuti 12 ordigni bellici inesplosi risalenti alla Seconda guerra mondiale. Gli artificieri dell’Esercito – attesi oggi da Udine – provvederanno alla rimozione tramite chiatta, decidendo poi le modalità di brillamento in base alla valutazione del rischio. Un imprevisto significativo, che ha inevitabilmente rallentato il cronoprogramma.

Porticciolo di Barcola e dragaggio dei fondali: trovati 12 ordigni bellici, scatta la bonifica

La seconda parte dell’intervento ha riguardato i 550 metri quadrati dell’affaccio sul mare: nuova pavimentazione drenante in impasto cementizio e inerte calcareo, otto pali d’illuminazione alti cinque metri dal design contemporaneo e la messa a dimora dei nuovi lecci. Particolare attenzione è stata riservata alle panchine in cemento, pensate come elementi di arredo urbano, ma anche come integrazione ordinata delle passerelle utilizzate dai diportisti, con l’obiettivo di ridurre l’impatto visivo e migliorare la funzionalità dell’area.

Riproduzione riservata © Il Piccolo