Porticciolo di Barcola e dragaggio dei fondali: trovati 12 ordigni bellici, scatta la bonifica

L’intervento degli artificieri: le bombe erano coperte dai rifiuti. Allo studio una soluzione per garantire l’ormeggio ai natanti

Laura Tonero

Le operazioni di dragaggio in atto nello specchio acqueo davanti al porticciolo di Barcola hanno portato alla luce dodici ordigni bellici inesplosi, risalenti alla seconda guerra mondiale.

L’intervento degli artificieri della Polizia di Stato ha consentito di recuperare le bombe incrostate dalla ruggine, e di metterle in sicurezza. Sul posto, sono intervenuti a terra anche i carabinieri e il personale della Capitaneria di porto, che ha emesso un’ordinanza di interdizione della navigazione in quello specchio acqueo fino al termine delle operazioni di bonifica.

Le operazioni di dragaggio in quella zona non erano mai avvenute. Sono state disposte dall’assessorato regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro e sono propedeutiche – con il dragaggio del fondale fino a 3,5 metri di profondità – a facilitare l’arrivo per le società veliche di barche con un maggior pescaggio, nonché a consentire alle stesse società di sostituire la catenaria, utile a garantire maggior sicurezza dei natanti in caso di forti mareggiate. Un intervento che si affianca a quello che ha aumentato la resistenza della scogliera con la posa di nuovi massi.

Le operazioni in quello specchio acqueo, dopo la riqualificazione della banchina in piazzale 11 Settembre, hanno preso il via agli inizi dello scorso mese di febbraio e procederanno fino al 31 marzo, con l’ausilio dei motopontoni “Spyros” e “Palmiro. «Quei lavori di dragaggio – illustra l’assessore Scoccimarro – sono un intervento di manutenzione straordinaria atteso da decenni, che la Regione, impegnando importanti risorse, ha avviato per rispondere a una precisa richiesta delle realtà concessionarie Sirena, Società velica Barcola e Grignano e Amici del Bunker».

Sui motivi che hanno impedito il ritrovamento dei dodici residuati bellici nella fase preventiva delle operazioni, l’esponente della giunta regionale riferisce come «purtroppo, nonostante i carotaggi preventivi effettuati regolarmente in fase progettuale, la massiccia quantità di materiale e rifiuti storicamente stratificati sul fondale non aveva permesso di individuare subito questi ordigni. Si trattava di un pericolo silente per tutti i frequentatori del posto, che si trovava lì da decenni a prescindere dall’esecuzione degli attuali lavori».

A fronte del ritrovamento, la Regione valuterà «con la massima urgenza come impegnare ulteriori fondi per affrontare questo delicato lavoro di bonifica bellica (debombing), mettendo così in totale sicurezza lo specchio acqueo e concludere i lavori di dragaggio».

Ai fruitori del porticciolo di Barcola, in vista dell’avvio della bella stagione, Scoccimarro spiega come «sappiamo che i rientri delle imbarcazioni erano previsti tra aprile e maggio. Ci stiamo già adoperando per trovare soluzioni alternative affinché a tutti venga garantito un ormeggio per l’imminente stagione: nessuno verrà lasciato a terra».

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