In ottobre ripartono i corsi dell’Ute Bilancio con 512 iscritti ai 100 corsi

La chiusura dell’anno accademico dell’Università della Terza età fra riconoscimenti e numeri 
Bumbaca Gorizia 13.05.2019 Chiusura UNITRE © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 13.05.2019 Chiusura UNITRE © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

la serata



Le iscrizioni riprenderanno il 6 ottobre, mentre il 18 dello stesso mese avremo l’inaugurazione del prossimo anno accademico; quindi, le lezioni cominceranno sempre in ottobre, precisamente il 21. Ieri, invece, al Kulturni center Lojze Bratuž, il 2018-2019 dell’Università della Terza Età (Ute) si è concluso con l’esibizione del ClariCoro diretto da Lino Urdan. L’appuntamento, all’inizio, ha visto l’esibizione del Coro sociale dell’Ute diretto da Vanni Feresin e impegnato in un repertorio popolare: quest’anno spegne 25 candeline e in autunno verrà festeggiato; non era presente all’appello Gianni Crobe, definito una “colonna del Coro”, scomparso di recente: è stato ricordato al pari del docente Valerio Bruni, pure lui deceduto da poco.

L’occasione ha poi permesso alla presidente del sodalizio, Maria Marsich Mancini – è il suo primo anno al vertice dell’Ute – di tracciare il consuntivo 2018-2019. Sono stati 512 gli iscritti (con una ventina di “new entry”) contro i 506 del 2017-2018. I corsi delineati a inizio anno erano 96, ma altri insegnamenti sono stati aggiunti cammin facendo: per esempio, è stato inserito un corso sulla Costituzione, una lezione sulle vaccinazioni e un’altra lezione in collaborazione con il Consiglio Notarile. I docenti coinvolti, in totale, sono stati oltre ottanta. «I nostri corsi sono tutti di alta divulgazione, parecchio frequentati e anche il livello dei laboratori di arte creativa è migliorato di molto – spiega Marsich Mancini –. Inoltre, abbiamo partecipato a Expomego con successo e abbiamo ripreso la tradizione delle lezioni-concerto a Palazzo De Grazia. Come sempre, il panorama degli insegnamenti è stato estremamente vasto: siamo andati dalla storia e dalla cultura locale alla medicina (con molti insegnamenti mirati: quest’anno, per esempio, è stata aggiunta la fisioterapia), dalle scienze naturali alla letteratura, dalla religione alla strategia militare, dalla storia dell’arte alla lingua, dell’educazione finanziaria al diritto tributario. Ad ogni modo, puntiamo a migliorare ancora. Devo dire, poi, che il direttivo ha lavorato sempre con uno spirito di collaborazione notevole. Nel complesso, sono contenta del livello dei nostri corsi: l’obiettivo dell’Ute è di far star bene attraverso la cultura. I docenti si sono rivelati di ottimo livello e lo stesso posso dire degli allievi: sempre puntuali e attenti».

Alla conclusione dell’anno accademico è intervenuto anche il prefetto, Massimo Marchesiello, che ha annunciato, per il 2019-2020, l’intenzione di voler ospitare gli allievi dell’Università della Terza Età per un incontro sulle truffe: da quelle informatiche a quelle, per così dire, di ogni giorno. Hanno preso la parola anche l’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano, e, per la Fondazione Carigo, il consigliere d’indirizzo Franco Loru, prodighi di elogi per l’attività del sodalizio goriziano. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo