In piazza da tutto il Fvg per dire no al razzismo sulla pelle dei migranti

“Prima le persone, no al razzismo”. È lo slogan con cui si danno appuntamento un’ottantina di sigle tra associazioni, sindacati e partiti da tutto il Fvg per la manifestazione di oggi in piazza Primo maggio a Udine, dalle 16.30, lanciata dal Centro Balducci. È la Rete Dasi Fvg a farsi promotrice dell’iniziativa, che si svolgerà nel rispetto delle regole di distanziamento anti- Covid: «Il raduno – così Gianfranco Schiavone, presidente Ics, durante la presentazione dell’evento da parte della delegazione triestina – è la prosecuzione di un lavoro che comprende quanto fatto l’anno passato quando siamo scesi in piazza a Trieste. Oggi il contesto è peggiorato: in regione ormai c’è stato uno sdoganamento della xenofobia e del linguaggio d’odio».
Il riferimento di Schiavone spazia dal respingimento dei rifugiati ai confini con la Slovenia alla riapertura del Cpr di Gradisca, passando per lo smantellamento del sistema dell’accoglienza diffusa. «Siamo allarmati – ha sottolineato Anna Maria Mozzi del Comitato Dolci – perché c’è una cultura che spinge ad allontanare ogni problema e che si oppone alle poche forme di accoglienza: alla Cavarzerani di Udine persone positive al Covid sono state messe insieme a 400 sane per poi dichiarare lo stato di quarantena per l’intera caserma. Così si produce un razzismo che non è parte della nostra civiltà».
All’incontro di presentazione c’erano anche Franco Codega dell’Acli, ex consigliere regionale del Pd, Raul Matta della Chiesa metodista e Michele Berti della Uil: «Vogliamo richiamare tutti – ha detto Berti – al senso di responsabilità. In una democrazia non si può scendere a patti con i propri valori: l’uguaglianza è importante e l’immigrazione va gestita e governata insieme agli altri paesi».
Sotto accusa anche i respingimenti dei migranti verso la Slovenia, confermati ancehe dal ministro dell’Interno Lamorgese durante la visita a Trieste. «Questa - per Schiacove - è una grave violazione del Regolamento di Dublino».La Rete Dasi Fvg chiede di creare canali umanitari per chi fugge da guerre e persecuzioni. «Speriamo che questo governo – ha affermato Codega – riveda i due decreti sicurezza partoriti da quello precedente». L’emergenza immigrazione di cui alcuni parlano - hanno insistito i relatori - è stata creata ad arte e, rispetto al 2019, quando i ricollocamenti funzionavano, oggi si cerca di replicare un’allerta che nei numeri non esiste: «L’unica risposta finisce per essere l’illegalità, che non è mai una soluzione».—
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