In un anno 2034 pratiche e 21 milioni di garanzia

In Italia nel 2012 secondo Unioncamere gli istituti di credito hanno prestato 25 miliardi di euro in meno alle piccole e medie imprese, lo ha ricordato il presidente del Confidi del terziario Franco...
Silvano Trieste 29/04/2013 Assemblea Confidi Trieste
Silvano Trieste 29/04/2013 Assemblea Confidi Trieste

In Italia nel 2012 secondo Unioncamere gli istituti di credito hanno prestato 25 miliardi di euro in meno alle piccole e medie imprese, lo ha ricordato il presidente del Confidi del terziario Franco Sterpin Rigutti ieri all’assemblea annuale del consorzio, così da mettere le proprie cifre in relazione allo stato dell’arte generale. Nel 2012 il settore triestino ha goduto di affidamenti per 41 milioni e 580 mila euro, di cui 21.249.065 garantiti. In totale Confidi sta garantendo affidamenti per 113 milioni e 780 mila euro, per una cifra pari a 58,5 milioni. In tutto lo scorso anno sono state espletate 2034 pratiche finanziarie, di cui 1203 “a medio termine” per un importo di 76,2 milioni di euro e 831 relative al “breve termine” per altri 35,5 milioni. L’ammontare vincolato, in relazione alle singole convenzioni con gli istituti di credito, è di 80 milioni, in calo di 6 rispetto al 2011. Dodici sono le banche convenzionate, 370 sono stati gli incontri con gli operatori del settore per informazioni, 190 le “assistenze” fornite per le garanzie da assicurare, 230 le consulenze per chi voleva avviare nuovi investimenti.

Scarso successo presso le banche, ha detto Rigutti relazionando ai soci, ha avuto il Fondo regionale di co-garanzia, che pure «è stato istituito per consentire alle banche di ottenere una garanzia complessiva fino all’80%, suddivisa in parti eguali tra Confidi e Frie». Solo 10 le operazioni triestine in co-garanzia, per finanziamenti non superiori a 1,2 milioni, la quasi totalità è stata portata a termine con Mediocredito.

Sono 17 le imprese che hanno chiuso, con insolvenze complessive per 997.929 euro. Rigutti: «Il perdurare della critica situazione economica dopo la bufera finanziaria del 2008 non solo è continuata, ma si è oltretutto aggravata, causando in modo particolare la chiusura delle imprese più fragili ma anche di qualcuna più solida che ha registrato difficoltà generali con forti riduzioni del fatturato». Per seguire questo mondo in pena il Confidi naturalmente ha una sua struttura e sue relative spese.

La relazione di bilancio certifica che nel 2012 per il personale sono state di 290.162 euro in aggiunta ad altre spese amministrative pari a 610.461 (poco più di 4000 euro rispettivamente per rappresentanza, pubblicità, telefoni; 1707 per trasferte). Certo più consistente l’esborso per consulenze e pareri legali (53 mila), compensi al Collegio sindacale (44 mila), collaborazioni (quasi 38 mila). Appaiono anche 350 euro in beneficenza.

Infine, l’utile 2012 che chiude il bilancio di Confidi è pari a 44.611 euro, destinato alla riserve e ai fondi che costituiscono il patrimonio netto. (g. z.)

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