Incassati 379 mila euro ma la transazione divide

CORMONS

«Il sindaco, senza coinvolgere l’opposizione in merito, ha deciso di fare uno sconto alla ditta di 140 mila euro, accettando la proposta di transazione di soli 379 mila euro rispetto ai 519 mila euro stabiliti dal Tribunale: non ci può essere soddisfazione per questo». La protesta nei confronti dell’amministrazione comunale di Cormons arriva dai consiglieri della lista di opposizione UpC: il tema è la diatriba su piazza Libertà, risoltasi dopo più di 12 anni di contenziosi legali con un accordo tra il Comune e l’impresa realizzatrice dei lavori per un riconoscimento da parte di quest’ultima di un indennizzo di 379 mila euro (comprensivi anche delle spese legali municipali, sostenute quindi dalla controparte) a Palazzo Locatelli. La conclusione della vicenda però non è piaciuta ad UpC, che rivendica come seguire la decisione del Tribunale avrebbe portato più soldi alle casse del Comune. Sotto la giunta Patat, sostenuta proprio da UpC, si era infatti andati fino in fondo sotto il profilo legale su altri due fronti relativi alla causa di piazza Libertà, ottenendo come da sentenza 100 mila dal progettista e altri 8 mila euro dal responsabile unico del procedimento. «Sapevamo che i tempi sarebbero stati lunghi – dice UpC – ma la strada giudiziaria era l’unica per tutelare gli interessi di una comunità che aveva investito nell’opera centinaia di migliaia di euro. La vicenda legale era stata estenuante ma alla fine ha portato a una conclusione favorevole per il Comune dato che la Corte dei Conti ha condannato le controparti al risarcimento dei danni». Soldi poi incamerati dal Comune. Proprio perché c’era questo precedente positivo, UpC si dice «non soddisfatta» della transazione. —



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