Patto contro gli incendi: sei Comuni istituiscono il Forum italo-sloveno

La collaborazione transfrontaliera tra comuni italiani e slovena non è nuova. Mercoledì la firma a Pietrarossa: «La rete di aiuti transfrontaliera sarà consolidata»

Elena Placitelli
I sindaci Ferfoglia, Pisk, Humar, Zigon e il consigliere Walter Pertot di Duino-Aurisina (foto Katia Bonaventura)
I sindaci Ferfoglia, Pisk, Humar, Zigon e il consigliere Walter Pertot di Duino-Aurisina (foto Katia Bonaventura)

Il presupposto di base è che gli incendi non badano ai confini. La collaborazione transfrontaliera tra comuni italiani e slovena non è nuova. È giocoforza nata sul campo, nell’estate del 2022, davanti all’incendio che in 17 giorni ha distrutto 40 mila ettari di Carso.

Le squadre al di qua e al di là del confine si sono trovate a combattere, questa volta insieme e con l’obiettivo di metterle in salvo, le persone.

La sottoscrizione

Mercoledì 21 ottobre questa collaborazione è stata per la prima volta messa nero su bianco dai rappresentanti di sei comuni: Merna– Castagnevizza, Monfalcone, Ranziano-Voghersca, Duino Aurisina, Doberdò del Lago e Savogna di Isonzo. I rispettivi sindaci (per Monfalcone l’assessore Irene Cristin) si sono trovati al Centro visite di Pietrarossa per dare vita al primo Forum di cooperazione transfrontaliera del Carso e firmare il protocollo che ne costituisce l’atto formale di nascita.

Il progetto

Affollata la platea del Centro visite: l’incontro bilingue è stato tradotto con un servizio in simultanea (foto Bonaventura)
Affollata la platea del Centro visite: l’incontro bilingue è stato tradotto con un servizio in simultanea (foto Bonaventura)

Dal terribile incendio del 2022, sono almeno quattro i progetti europei che Italia e Slovenia hanno sviluppato per potenziare l’azione e le strutture di prevenzione. La firma di mercoledì 21 ottobre si inserisce precisamente nel progetto Karst Adapt, finanziato dall’Ue con oltre un milione di euro, nell’ambito del programma Interreg VI A Italia – Slovenia 2021 – 2027.

Il progetto Karst Adapt da cui ha origine il Forum istituto oggi», rileva Rada Orescanin, responsabile dell’Ufficio progetti europei del Comune di Monfalcone, «ha permesso negli ultimi due anni di acquisire importanti attrezzature per la Protezione civile e di svolgere attività di formazione ed esercitazioni di soccorso agli animali che hanno coinvolto, in maniera congiunta, le squadre al di qua e al di là del confine».

Il funzionamento

Il Forum darà continuità al progetto Karst Adapt, quando quest’ultimo darà concluso, fungendo da tavolo permanente di confronto sui temi di Protezione civile, gestione dei rischi, adattamento ai cambiamenti climatici, turismo sostenibile e altri temi legati allo sviluppo transfrontaliero del Carso.

A spiegarne il funzionamento, Lucio Gregoretti, che cura il progetto del Parco internazionale del Carso: «Il Forum è uno strumento operativo concreto che consentirà ai sei Comuni firmatari di fare sistema nelle attività di gestione dei rischi garantendo un coordinamento sistematico e regolare tra gli attori dell’area carsica transfrontaliera rispetto alle esigenze anche contingenti che riguardano in particolare la prevenzione degli incendi e la tutela ambientale. È una novità gestionale unica del genere, che non prevede personalità giuridica e il trasferimento di competenze, ma stabilisce modalità per interfacciare l’azione degli enti coinvolti, prevedendo un incontro almeno annuale, alternativamente fra gli aderenti e il primo anno a Monfalcone. Inoltre, è prevista la possibilità che l’organismo possa essere allargato ad altri Comuni o enti interessati».

L’unitarietà d’intenti

Unanime il parere dei sindaci coinvolti che, prima della firma ufficiale, sono intervenuti uno ad uno davanti alla platea di pubblico, dotato di cuffiette per la traduzione simultanea.

Per Mauricij Humar, sindaco di Merna, comune sloveno capofila del progetto, la firma di questo protocollo «è molto importante per il nostro futuro. Durante gli incendi abbiamo visto come collaborare insieme. Adesso è importante continuare a sviluppare questa collaborazione: se Vigili del fuoco e Protezione civile si conoscono bene anche in condizioni di normalità, quando scatta una situazione di emergenza saremo tutti più organizzati, sapremo cosa aspettarci degli altri e saremo tutti più uniti per salvare la situazione».

Anche il sindaco Fasan e l’assessora Cristin pongono l’accento sulla necessità di «rafforzare la collaborazione tra Italia e Slovenia, in un ambito delicato come quello della gestione delle emergenze». Il sindaco di Duino Aurisina, Igor Gabrovec, (presente anche il consigliere Walter Pertot) spiega che «il progetto ha permesso di acquistare una idrovora contro gli allagamenti e alcuni di quei vasconi mobili per la Protezione civile che servono ad accumulare l’acqua in caso di emergenza».

Il sindaco di Ranziano, Tarik Zigon, ricorda che in passato era già stato firmato un accordo per permettere alle squadre di oltrepassare i confini nazionali in caso di emergenza: «Adesso facciamo un passo in avanti nella stessa direzione».

Da Doberdò del Lago, il sindaco Peter Ferfoglia, sottolinea il bisogno «di finanziamenti che i piccoli comuni hanno per fare prevenzione». Anche perché, argomenta il sindaco di Savogna, Luca Pisk, «per prevenire catastrofi è importante continuare la manutenzione ordinaria di tutto il territorio, cosa che noi piccoli comuni con il nostro bilancio siamo impossibilitati a fare. So che il dialogo con la Regione è aperto: la manutenzione dev’essere continuativa, altrimenti non risolveremo il problema».

 

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