L'incendio sul Carso fotografato da Andrea Lasorte
L'incendio sul Carso fotografato da Andrea Lasorte

Il Carso torna a bruciare: incendio di vaste dimensioni a Monrupino, in azione anche gli elicotteri

Il fumo è ben visibile anche dall'autostrada. Ingente lo spiegamento di forze, anche a fronte del vento che si teme possa accelerare l'avanzata delle fiamme, che hanno intaccato un’area boschiva che si estende grossomodo su tutto il monte tra le frazioni di Repen e Poklon

Maria Elena Pattaro Ugo Salvini

L’incendio divampato alle 12.45 tra Repen e Poklon è finalmente sotto controllo dalle 18.

Dopo più di cinque ore di lavoro incessante da terra e dal cielo, gli operatori sono riusciti a circoscrivere il rogo a un’area relativamente ristretta, a fronte di una superficie bruciata di circa sei ettari.
Sono una cinquantina le persone, tra vigili del fuoco e volontari della Protezione civile, tuttora impegnate nelle operazioni, condotte con l’ausilio dall’alto di tre elicotteri. Si proseguirà fino al completo spegnimento del rogo: l’orario stimato è fino alle 21.

Dopodiché si procederà con la bonifica del terreno e con le attività di monitoraggio, in modo da intervenire tempestivamente nel caso in cui le braci dovessero ravvivarsi innescando nuovi focolai.

Una volta messa in sicurezza l’area, un passaggio-chiave sarà il sopralluogo dei vigili del fuoco sul luogo in cui si sono originate le fiamme, alla ricerca di eventuali inneschi e acceleranti. Del caso si stanno occupando anche i carabinieri.

L’incendio è divampato in un’area boschiva a Monrupino. Le fiamme hanno intaccato prevalentemente il sottobosco. Il fumo sprigionato dalla combustione è stato ben visibile anche dall'autostrada.

Tante infatti le segnalazioni di cittadini e automobilisti giunte ai vigili del fuoco. La macchina dei soccorsi si è attivata subito e il dispiegamento di forze in campo è notevole, anche a fronte del vento che si teme possa accelerare l'avanzata delle fiamme.

Fumo e terra bruciata: le immagini dell'incendio sul Carso

Sul posto sono intervenute infatti svariate squadre di pompieri, compresi gli operatori specializzati nel contrasto agli incendi boschivi e i volontari della Protezione civile. 

La priorità è stata data al contenimento le fiamme, evitando che si propagassero ulteriormente. 

 

L'elicottero in azione per spegnere le fiamme (Lasorte)
L'elicottero in azione per spegnere le fiamme (Lasorte)

C’è il forte sospetto che si tratti di un’azione dolosa. Ad alimentare questa ipotesi è la “culla” stessa del rogo, ovvero un’ex cava dismessa lontana dalle abitazioni in cui normalmente non c’è passaggio di gente. Vicino alla cava è posizionata una telecamera, che ha documentato le prime fasi del rogo, che fa la sua prima comparsa alle 12.47, propagandosi poi con rapidità.

Stando a quanto trapela, l’occhio elettronico non avrebbe immortalato movimenti sospetti di persone, complice la vegetazione fitta che limiterebbe la visuale. Gli investigatori acquisiranno i file delle altre telecamere attive nella zona per individuare eventuali piromani.

«Fortunatamente l’incendio non ha coinvolto persone, animali o abitazioni – tira le somme la sindaca di Monrupino Tanja Kosmina –. Ma ha comunque danneggiato il nostro patrimonio boschivo. Il mio sospetto, vista la posizione e le modalità, è che siamo di fronte a un’azione dolosa. Confidiamo negli accertamenti delle autorità competenti per chiarire le cause».

Sul posto operano ormai da diverse ore squadre di vigili del fuoco e di volontari della Protezione civile di Trieste e dei comuni del Carso (Monrupino, Sgonico, San Dorligo della Valle), con rinforzi arrivati da Muggia, Monfalcone e Ronchi dei Legionari.

Oltre alle squadre di terra, si lotta contro il fuoco anche dall’alto. Sono tre gli elicotteri attrezzati per lo spegnimento attivati dalla Protezione Civile regionale: due velivoli dei Vigili del fuoco e uno della Protezione civile.

Una squadra di pompieri è intervenuta a difesa di una stalla minacciata dalle fiamme e ha fatto uscire i bovini, spostandoli con l’aiuto dell’allevatore.

La sindaca di Monrupino Tanja Kosmina aveva chiesto l’attivazione del protocollo di cooperazione antincendio boschivo tra Italia e Slovenia, ma si è deciso di provvedere con forze autonome.

Incendio sul Carso, in azione anche gli elicotteri

 

«E’ un incendio di vaste dimensioni», afferma la sindaca Kosmina, che sta seguendo da vicino le operazioni – ha intaccato un’area boschiva che si estende grossomodo su tutto il monte tra le frazioni di Repen e Poklon. Le fiamme hanno parzialmente danneggiato un vigneto e minacciato due fattorie, i cui capi di bestiame sono stati fatti uscire dai recinti e al momento non risultano in pericolo».

«Al momento non c’è alcun ordine di evacuazione – rassicura la prima cittadina – perché l’incendio non mette a repentaglio le abitazioni».

 

Il Carso torna a bruciare: incendio boschivo tra Opicina e Monrupino

 

 

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