
Il Carso torna a bruciare: incendio di vaste dimensioni a Monrupino, in azione anche gli elicotteri
Il fumo è ben visibile anche dall'autostrada. Ingente lo spiegamento di forze, anche a fronte del vento che si teme possa accelerare l'avanzata delle fiamme, che hanno intaccato un’area boschiva che si estende grossomodo su tutto il monte tra le frazioni di Repen e Poklon
L’incendio divampato alle 12.45 tra Repen e Poklon è finalmente sotto controllo dalle 18.
Dopo più di cinque ore di lavoro incessante da terra e dal cielo, gli operatori sono riusciti a circoscrivere il rogo a un’area relativamente ristretta, a fronte di una superficie bruciata di circa sei ettari.
Sono una cinquantina le persone, tra vigili del fuoco e volontari della Protezione civile, tuttora impegnate nelle operazioni, condotte con l’ausilio dall’alto di tre elicotteri. Si proseguirà fino al completo spegnimento del rogo: l’orario stimato è fino alle 21.
Dopodiché si procederà con la bonifica del terreno e con le attività di monitoraggio, in modo da intervenire tempestivamente nel caso in cui le braci dovessero ravvivarsi innescando nuovi focolai.
Una volta messa in sicurezza l’area, un passaggio-chiave sarà il sopralluogo dei vigili del fuoco sul luogo in cui si sono originate le fiamme, alla ricerca di eventuali inneschi e acceleranti. Del caso si stanno occupando anche i carabinieri.
L’incendio è divampato in un’area boschiva a Monrupino. Le fiamme hanno intaccato prevalentemente il sottobosco. Il fumo sprigionato dalla combustione è stato ben visibile anche dall'autostrada.
Tante infatti le segnalazioni di cittadini e automobilisti giunte ai vigili del fuoco. La macchina dei soccorsi si è attivata subito e il dispiegamento di forze in campo è notevole, anche a fronte del vento che si teme possa accelerare l'avanzata delle fiamme.
Sul posto sono intervenute infatti svariate squadre di pompieri, compresi gli operatori specializzati nel contrasto agli incendi boschivi e i volontari della Protezione civile.
La priorità è stata data al contenimento le fiamme, evitando che si propagassero ulteriormente.

C’è il forte sospetto che si tratti di un’azione dolosa. Ad alimentare questa ipotesi è la “culla” stessa del rogo, ovvero un’ex cava dismessa lontana dalle abitazioni in cui normalmente non c’è passaggio di gente. Vicino alla cava è posizionata una telecamera, che ha documentato le prime fasi del rogo, che fa la sua prima comparsa alle 12.47, propagandosi poi con rapidità.
Stando a quanto trapela, l’occhio elettronico non avrebbe immortalato movimenti sospetti di persone, complice la vegetazione fitta che limiterebbe la visuale. Gli investigatori acquisiranno i file delle altre telecamere attive nella zona per individuare eventuali piromani.
«Fortunatamente l’incendio non ha coinvolto persone, animali o abitazioni – tira le somme la sindaca di Monrupino Tanja Kosmina –. Ma ha comunque danneggiato il nostro patrimonio boschivo. Il mio sospetto, vista la posizione e le modalità, è che siamo di fronte a un’azione dolosa. Confidiamo negli accertamenti delle autorità competenti per chiarire le cause».
Sul posto operano ormai da diverse ore squadre di vigili del fuoco e di volontari della Protezione civile di Trieste e dei comuni del Carso (Monrupino, Sgonico, San Dorligo della Valle), con rinforzi arrivati da Muggia, Monfalcone e Ronchi dei Legionari.
Oltre alle squadre di terra, si lotta contro il fuoco anche dall’alto. Sono tre gli elicotteri attrezzati per lo spegnimento attivati dalla Protezione Civile regionale: due velivoli dei Vigili del fuoco e uno della Protezione civile.
Una squadra di pompieri è intervenuta a difesa di una stalla minacciata dalle fiamme e ha fatto uscire i bovini, spostandoli con l’aiuto dell’allevatore.
La sindaca di Monrupino Tanja Kosmina aveva chiesto l’attivazione del protocollo di cooperazione antincendio boschivo tra Italia e Slovenia, ma si è deciso di provvedere con forze autonome.
«E’ un incendio di vaste dimensioni», afferma la sindaca Kosmina, che sta seguendo da vicino le operazioni – ha intaccato un’area boschiva che si estende grossomodo su tutto il monte tra le frazioni di Repen e Poklon. Le fiamme hanno parzialmente danneggiato un vigneto e minacciato due fattorie, i cui capi di bestiame sono stati fatti uscire dai recinti e al momento non risultano in pericolo».
«Al momento non c’è alcun ordine di evacuazione – rassicura la prima cittadina – perché l’incendio non mette a repentaglio le abitazioni».
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