Il Carso torna a bruciare, fiamme tra Padriciano e Gropada
Squadre di soccorritori sono state schierate a protezione di alcune abitazioni e della struttura Ieralla. Massiccio dispiegamento di forze da tutta la regione e lanci d'acqua dal cielo con l'elicottero "Drago": ora al via le lunghe operazioni di bonifica.

Il fuoco è tornato a divorare il Carso. Stavolta tra Gropada e Padriciano, vicino alle abitazioni e alla casa di riposo Ieralla. Tanto che questo pomeriggio, sabato 1 agosto, il direttore Matteo Sabini era già pronto ad attivare il piano di evacuazione, che significherebbe trasferire 112 anziani nelle altre strutture cittadine.
L’allerta è rimasta, tanto che una squadra della Protezione civile ha presidiato gli spazi della Ieralla fino a notte, pronta a intervenire, anche quando il vento ha spostato il fronte verso Basovizza: è lì che le fiamme hanno continuato ad avanzare.
L’incendio
L’incendio, l’ennesimo di questa estate, è scoppiato attorno alle 13 nella zona boschiva compresa tra Gropada e Padriciano. Il comando provinciale di via D’Alviano ha immediatamente schierato le squadre di Trieste, del distaccamento di Opicina, la squadra Aib (Antincendio boschivo), un’autobotte, il capo turno e il funzionario di guardia della sede centrale. I pompieri hanno operato insieme al personale del Cfr (Corpo forestale regionale) di Duino Aurisina e ai volontari della Protezione Civile.
Ma le fiamme e il fumo si sono allargati pericolosamente e, soprattutto, in modo imprevedibile visto che il vento spingeva i focolai in varie direzioni. La centrale operativa ha dunque chiesto l’intervento di “Drago”, l’elicottero del Reparto volo del comando di Venezia, che si è alternato con un elicottero della Protezione civile regionale.
Le operazioni
I due velivoli, muniti di cisterne, hanno lanciato svariate volte l’acqua sul perimetro in fiamme. «Squadre di soccorritori – ha confermato in serata un comunicato diffuso del comando – sono schierate a protezione di alcune abitazioni e di una casa di riposo a Padriciano (la Ieralla, appunto) pronte ad evacuare la struttura qualora ce ne fosse bisogno».
Il fuoco non ha intaccato la struttura della casa di riposo: le fiamme sono rimaste a centinaia di metri di distanza e gli anziani ospiti non hanno avuto problemi legati all’inalazione del fumo. Ma, come detto, l’attenzione è stata alta. Stesso discorso per le abitazioni limitrofe.

Una situazione critica, dunque, visto che l’emergenza è proseguita fino a sera. Alle 21.15 l’incendio risultava sotto controllo. Ma le squadre dei pompieri sono andate avanti con le operazioni di spegnimento per ore. Anche perché, come detto, nel tardo pomeriggio il vento aveva spinto le fiamme in direzione di Basovizza.
Difficile al momento rintracciare l’origine del rogo, così come stabilire se si tratti di un’azione dolosa o altro. «Direi improbabile che si tratti di autocombustione», affermava in serata un pompiere impegnato nelle operazioni.
La messa in sicurezza
Come da protocollo, dopo lo spegnimento è prevista una lunga attività di bonifica e di messa in sicurezza del terreno interessato. Operazioni, queste, che possono spesso protrarsi per giorni visto che i focolai che rimangono nascosti possono svilupparsi anche a molte ore di distanza.
Ieri, per far fronte all’allarme, hanno lavorato anche diverse squadre di volontari della Protezione civile di Duino Aurisina, Monfalcone, Sgonico, Trieste, Turriaco, Doberdò del Lago e Ronchi dei Legionari assieme alle associazioni dei pompieri volontari di Trieste e di Breg.
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