Indagato anche Kitzmuller per il Sauvignon alterato

La Procura di Udine ha emesso il provvedimento nei confronti del presidente della Consulta agricola di Cormons. «Una brutta tegola, non ci voleva»
Di Matteo Femia

CORMONS. C'è anche il nome del presidente della Consulta agricola di Cormons Thomas Kitzmuller (figlio dell’editore Hans) nel registro degli indagati della Procura di Udine riguardo al cosiddetto "Sauvignon Connection", l'inchiesta in cui sono coinvolte una ventina di aziende accusate di aver alterato il profumo del vino. Oltre alle aziende che da diverse settimane sono sotto la lente d'ingrandimento della Procura, il pm Marco Panzeri, titolare del fascicolo, ha deciso infatti di formulare l’ipotesi di reato anche a carico di due imprenditori agricoli rispettivamente di Buttrio e Prepotto, e appunto a carico di Thomas Kitzmuller, la cui azienda agricola si trova nella frazione di Brazzano, a Cormons. Non è un nome qualunque, nella cittadina collinare, quello di Kitzmuller. Da circa un anno è infatti il presidente della Consulta agricola cormonese, l'organo creato in collaborazione tra amministrazione municipale e produttori vitivinicoli per affrontare comunemente problematiche riguardanti il settore. Kitzmuller è quindi persona e professionista molto stimato in città, e la notizia dell'indagine che pende ora anche su di lui ha scosso non solo il settore agricolo cormonese, ma l'intera Cormons. In città ieri non si parlava d'altro: quella di Kitzmuller è la sesta azienda agricola della provincia di Gorizia interessata dalle indagini della Procura di Udine sul caso-Sauvignon. «E' una tegola che non ci voleva sicuramente», commenta con una punta di rammarico Kitzmuller. «Adesso stiamo cercando di analizzare la situazione: per il momento preferiamo non rilasciare dichiarazioni ufficiali. Comunque non ci è stato notificato alcun avviso...». Il numero uno della Consulta agricola non si sbilancia neppure sul suo futuro come presidente: «Valuterò nei prossimi giorni la mia posizione. Kitzmuller è al vertice dei viticoltori cormonesi da un anno circa. L'accusa per tutte le aziende finite sotto inchiesta riguarda la presunta alterazione del profumo dei rispettivi Sauvignon con l’aggiunta di un particolare lievito (un esaltatore di aromi). Il pm Marco Panzeri ha formulato l’ipotesi di reato anche a carico di Claudio Buiatti, di Buttrio e Stefano Traverso, di Prepotto.

Così Hans Kiztmuller in una nota di ieri sera: «A suo tempo avevo fatto analizzare i lieviti proposti dal Persello in un laboratorio non meno affidabile da quello indicato dal Pm. Perché ci piace sapere quello che facciamo. Mi riservo di rendere noti i risultati contestualmente alla pubblicazione di quelli richiesti dal PM se verranno pubblicati visti i tempi biblici di questo genere di inchieste. Mi limito solo ad anticipare quanto segue: il prodotto preparato da Persello non contiene alcun componente che non sia di origine vegetale e che non possa essere presente anche in misura minore o maggiore nelle stesse uve di Sauvignon. Il segreto sta nel metodo con cui certi lieviti vengono trattati. Non credo pertanto che Persello sia un imbroglione irresponsabile. Ha avuto la nostra fiducia e continua ad averla sino a quando non verrà dimostrato il contrario».

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