Arresto cardiaco durante una gara di canottaggio: 50enne muore in molo Audace
I sanitari hanno tentato di rianimare l’uomo per diversi minuti, ma senza successo: stava partecipando al campionato italiano di Coastal Rowing

«Stava vogando e fino a un momento prima non aveva dato alcun segnale di malessere», raccontano i compagni. Nulla, insomma, che poteva far immaginare cosa sarebbe accaduto di lì a pochi istanti.
Aveva 50 anni ed era originario della zona del lago di Garda l’uomo deceduto sabato pomeriggio sul molo Audace in seguito a un arresto cardiaco improvviso che lo ha colto mentre era in corso una competizione di canottaggio valida per il campionato italiano di “Coastal Rowing 2025”.
Il cinquantenne (D.P. le sue iniziali) faceva parte della Società canottieri Garda Salò. Era presente l’intero team.

Il dramma si è verificato attorno alle 16.30 davanti allo specchio d’acqua antistante il molo, in un punto non distante dalla riva. Lo sportivo stava partecipando a una gara di fondo di seimila metri assieme alla sua squadra: erano in quattro. Il cinquantenne, riferiscono i presenti, era l’ultimo in fila.
L’uomo si è accasciato di colpo. I compagni, non appena si sono resi conto della situazione, hanno subito iniziato a praticare il massaggio cardiaco. Nel contempo sono stati allertati i soccorsi ed è intervenuto un medico dell’organizzazione. Il cinquantenne è stato spostato su un gommone, dove i soccorritori hanno continuato incessantemente il massaggio, e quindi trasportato a riva.
La tragedia si è consumata sotto gli occhi di centinaia di persone, tra appassionati di canottaggio, appartenenti al team della vittima e delle altre squadre, turisti e triestini a passeggio sul molo Audace. Sul posto l’automedica e l’ambulanza del 118, i Vigili del fuoco con anche un mezzo dei sommozzatori e la Guardia costiera. Poi è intervenuta la Polizia di Stato.
I sanitari del 118 si sono impegnati in ogni modo e a lungo per tentare di salvare la vita alla persona. Ma non c’è stato nulla da fare. Il molo è stato transennato lungo l’intera parte iniziale. E mentre i medici e gli infermieri dell’automedica e dell’ambulanza praticavano il massaggio cardiaco e le altre manovre di rianimazione, i pompieri e il resto dei soccorritori hanno alzato una coperta e un telo attorno all’uomo per evitare che una scena del genere, così estrema, si svolgesse davanti alla gente.
Sono state coinvolte anche varie pattuglie della Polizia locale e le volanti perché proprio in quel momento stava transitando un corteo di manifestanti Pro Pal ed era necessario liberare al più presto la carreggiata davanti al molo Audace – già pieno di auto e pullman di turisti – in modo da far passare velocemente l’ambulanza diretta verso Cattinara. Ma, visto l’epilogo, i mezzi di soccorsi sono rimasti sul molo.
La vittima è stata colta dall’arresto cardiaco mentre la sua squadra si trovava al secondo giro, a circa un terzo della gara. «Il nostro amico stava benissimo», spiega un compagno, visibilmente scosso e commosso per l’accaduto analogamente al resto del team.
«Il nostro compagno era allenato ed era abituato a fare gare. Tra l’altro – precisa – nel momento in cui si è sentito male il suo gruppo stava procedendo non particolarmente veloce, dunque lui non era sottoposto a uno sforzo importante. Tra l’alto era il quarto della fila e davanti c’erano gli altri tre della squadra, più giovani, che certamente tiravano di più. Una cosa del genere poteva succedergli in qualsiasi momento, anche facendo le scale, quindi non è colpa del canottaggio».
Riproduzione riservata © Il Piccolo








