Iniziativa all’aperto al Caffè San Marco: il vicino infastidito chiama la Polizia

il caso
Torna d’attualità la vecchia Trieste del “no se pol”. A farne le spese l’antico Caffè San Marco che nel preserale di mercoledì proponeva uno degli eventi culturali che il locale di via Battisti è solito organizzare. Una conferenza a due voci legata all’evento dell’anno, Esof, che però non è risultata particolarmente gradita a chi vive attorno al locale. A una persona in particolare.
Nonostante l’ora tutt’altro che tarda – si trattava delle 19 – si sono levate delle proteste da un inquilino, la cui abitazione si affaccia sullo storico locale. «Le vostre chiacchiere mi disturbano – queste le parole della persona infastidita dalla discussione all’aperto – e io ho il sacrosanto diritto di rimanere in casa in santa pace e con le finestre aperte». Da qui la minaccia di chiamare la Polizia, cosa accaduta puntualmente a distanza di pochi minuti.
«È rimasto una buona mezz’ora in via Battisti in attesa della pattuglia – spiega il titolare del locale Alexandros Delithanassis – mentre io sudavo freddo con il timore della figura che avremmo fatto tutti quanti al loro arrivo, di fronte a persone provenienti da fuori Trieste». A seguire la conferenza, infatti, oltre a un discreto pubblico locale, c’erano giornalisti del settore provenienti anche dall’estero, presenti a Trieste in concomitanza di Esof. Polizia che alla fine non è arrivata, con grande disappunto di chi l’aveva chiamata.
«A Trieste evidentemente è proibito fare anche una semplice conferenza all’aperto – si rammarica Delithanassis – e mi vien da dire che, a dispetto di quanto si va ripetendo da anni, questa città non è pronta a fare il salto di qualità in chiave turistica. Almeno fino a quando saranno presenti sentimenti del genere verso il prossimo: astio, fastidio, intolleranza anche per un semplice dibattito in tema Esof. Nemmeno l’avessimo fatto in piena notte…». —
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