Integrazione e inclusione con il laboratorio di cucina

Al via oggi il Social cooking lab promosso da coop La Collina e Azienda sanitaria Sono rivolti alle persone con fragilità gli 8 incontri al Magazzino dell’Arcobaleno

Si scrive “Social cooking lab”, si legge cucina (ed enogastronomia in genere) che diventa strumento di inclusione sociale, condivisione, promozione del territorio e, chissà, magari anche occasione per creare nuove professionalità. È il progetto che la cooperativa sociale “La Collina” - che da tempo collabora con il Centro di salute mentale di Gorizia e con l’Azienda sanitaria “Bassa Friulana-Isontina” - ha lanciato coinvolgendo alcuni imprenditori e professionisti goriziani del settore della ristorazione.

“Social cooking lab” è un laboratorio che si svilupperà, articolandosi in otto incontri, a partire da oggi al “Magazzino” della cooperativa Arcobaleno in via San Michele 42 a Gorizia. Al momento vi hanno aderito otto persone, alle quali si affiancano altri cinque iscritti inseriti nel gruppo dalla cooperativa “La Collina”, tra le persone alle prese con particolari problematiche personali.

«L’idea di fondo era quella di trovare un modo per arrivare all’integrazione e all’inclusione sociale di persone con fragilità – racconta Ilaria Bastiani, referente del progetto -, il tutto attraverso lo strumento delle passioni in grado di coinvolgere tutti. E quale passione è più universale della cucina e della buona tavola?». Il cibo infatti è una sorta di linguaggio universale, capace di unire persone di estrazioni, culture e paesi differenti. Ecco allora che il progetto goriziano ha l’obiettivo di trasmettere conoscenze e tecniche legate al mondo della cucina (chissà, avvicinando qualcuno ad una nuova professione), ma anche stimolare l’attenzione verso i prodotti locali e sensibilizzare i partecipanti al tema dello spreco alimentare. Ancora: realizzare pietanze da consumare insieme, nell’ottica della condivisione e dell’incontro, promuovere socializzazione e collaborazione, nel rispetto della diversità, ed infine facilitare la creazione di una rete tra imprenditori locali e servizi sparsi sul territorio. Ecco allora che “La Collina” aveva bisogno di partner professionali operanti a Gorizia, e la scelta è caduta sul pasticcere de “L’Oca Golosa” Federico De Luca e sulla chef Natascha Noia, che saranno protagonisti attivi del corso. Al loro fianco ci saranno poi tanti altri professionisti dell’Isontino.

«Siamo in un’epoca dove un po’ tutti viviamo attaccati al pc o allo smartphone, non ci conosciamo – dice Federico De Luca -. Invece la cucina e, nel mio caso, la pasticceria sono occasioni di condivisione e confronto. Per questo durante gli incontri saremo tutti seduti attorno ad un tavolo. L’idea che mi è stata proposta da “La Collina” mi è subito piaciuta, e spero di poter trasmettere le mie conoscenze in fatto di cultura del gusto, attenzione per i prodotti stagionali e i produttori locali. Tutto può servire a far crescere la nostra comunità».

Il progetto dei laboratori del gusto, dunque, ha uno sfondo sociale a 360° gradi. Mira a includere e offrire occasioni di crescita a persone svantaggiate, ma allo stesso tempo pensa anche alla valorizzazione dei prodotti, delle professionalità e delle eccellenze dell’enogastronomia del territorio. Per rendersene conto basta anche scorrere la lista dei temi che saranno trattati nel corso delle serate: si va dall’economia solidale e dalla conoscenza di farine e lieviti (assieme al panettiere Iordan di Capriva e al Molino Tuzzi di Dolegna) al rapporto tra cucina e benessere (con Sara Macoratti). L’Azienda agricola Mancin illustrerà l’importanza dei prodotti stagionali, il sommelier Mitja Sirk parlerà di un approccio consapevole al vino e Lorenzo Batistuta svelerà i segreti del miele. Prima della festa conclusiva con la comunità del rione di Campagnuzza, i partecipanti al laboratorio avranno anche occasione di elaborare un loro menù aiutati dagli chef.

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