Intelligenza artificiale, droni e robot subacquei: così l’università di Udine fa ricerca al largo di Grado

L’ateneo friulano ha presentato due progetti innovativi per la tutela degli ecosistemi costieri e le indagini archeologiche sui fondali marini

La ricerca dell’università di Udine include anche l’utilizzo di droni e robot subaquei
La ricerca dell’università di Udine include anche l’utilizzo di droni e robot subaquei

L’Università di Udine ha presentato venerdì 20 marzo, durante il convegno “Conoscenza e futuro dei bassi fondali”, due progetti innovativi che utilizzano droni, intelligenza artificiale e robotica per la tutela degli ecosistemi costieri e la ricerca archeologica. L’evento, organizzato dall’ateneo friulano con la Marina militare e l’associazione Futuri Probabili, ha messo in luce l’importanza strategica dei bassi fondali (aree con profondità tra pochi centimetri e 10 metri), ecosistemi fragili e ricchi di storia particolarmente esposti ai cambiamenti climatici.

Il progetto A-Mare (Autonomous – Monitoring, Analysis, Resilience) punta a mappare le acque costiere adriatiche e le lagune. L'obiettivo è monitorare la biodiversità, lo stato della vegetazione e le invasioni biologiche attraverso metodi non invasivi. Il sistema si avvale di droni aerei, marini e subacquei supportati dal laboratorio AeroUd e dall’imbarcazione Uniud Sailing Lab; Intelligenza artificiale per l'elaborazione automatizzata dei dati, la classificazione degli habitat e la previsione delle dinamiche ambientali (come l'innalzamento del livello del mare); bioindicatori per valutare la qualità dell'acqua in zone difficili da raggiungere, come barene e canneti. Il team interdisciplinare coinvolge esperti di ingegneria, informatica, scienze ambientali e agrarie, tra cui i docenti Francesco Boscutti e Francesco Trevisan.

Il progetto Nauta (New Air-Underwater Technologies for Archaeology), coordinato da Massimo Capulli e Gian Luca Foresti, applica invece la tecnologia alla ricerca subacquea in contesti di basso fondale, come la laguna di Grado. La principale innovazione risiede nella capacità di integrare rilievi fotogrammetrici aerei e rilievi subacquei (visivi e acustici) in un’unica piattaforma informatica georeferita. Questo metodo è stato testato con successo nei siti di Marina di Macia e delle Piere di San Gottardo. Per le aree più profonde, il team sta sviluppando droni multirotore dotati di camere termiche e multispettrali capaci di individuare strutture umane sommerse fino a 120 metri di altezza dal suolo, oltre a sistemi robotici filoguidati con sonar.

Il rettore Angelo Montanari ha sottolineato come l'interdisciplinarietà sia il pilastro del nuovo piano strategico d’ateneo. I bassi fondali, spesso visti solo come zone turistiche, sono in realtà archivi storici e biologici complessi: questi ambienti rientrano tra i più fragili dal punto di vista ecologico. I cambiamenti climatici vi producono effetti particolarmente intensi poiché si tratta di ecosistemi esposti, dinamici e sensibili alle variazioni di temperatura, salinità, qualità dell’acqua e, soprattutto, del livello del mare.

Il convegno ha ospitato anche contributi di istituzioni prestigiose (Cnr-Ismar, Iit, Ogs, Arpa Fvg e diverse università italiane), coprendo temi che spaziano dal telerilevamento alla geologia marina. La giornata si è conclusa con una tavola rotonda sulla governance e gli scenari futuri, alla quale hanno partecipato i vertici del Polo nazionale della Dimensione subacquea e rappresentanti di aziende leader come Fincantieri e Saipem.

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